A passeggio lungo il torrente Vellone

Teresio Colombo ci porta a scoprire la vegetazione lungo gli argini del torrente che nasce a Velate

teresio Colombo

Domenica 13/3 vista la giornata soleggiata e con un tiepido vento di favonio mia moglie ed io decidiamo di fare una passeggiata lungo il torrente Vellone, non avendo più rinnovata la patente decidiamo di prender l’autobus della linea che ferma in corso Moro alle 9 e 15 che ci porta fino alla fermata del bivio per il Campo dei Fiori, e andiamo alla ricerca dell’accesso al sentiero che ricordo trovarsi lungo il secondo tornante sottostante, mia moglie, dopo che ci siamo incamminati per la strada asfaltata, mi ricorda che in passato si scendeva dalla fonte del ceppo, confermo ma essendo passati oltre15 anni dall’ultima volta che ho percorso questo sentiero per intero e comunque l’scita dal Ceppo avrebbe comportato qualche difficoltà soprattutto perché quindici anni sono tanti per un umano mentre sono un lasso di tempo relativamente breve per le condizioni geofisiche di un ambiente, comunque arriviamo al accesso del sentiero costituita da una piccola piazzuola contornata da una recinzione in legno, aperta nel punto in cui si accede al sentiero. Già questa entrata mi sorprende, anziché la ripida discesa mi ritrovo una comoda scaletta con alzate formate da pezzi di giovani tronchi che trattengono la pedata in terra battuta, subito dopo la scaletta il sentiero svolta a sinistra si raggiunge una piccolissima ansa del Vellone dove l’acqua limpida scorre lentamente, poco più avanti illetto dl torrente si restringe sino a diventare un solco nella roccia, tento una foto ma i ripari costruiti ai fini del funzionamento delle pompe utilizzate in questa parte dell’acquedotto. La sproporzione del corso d’acqua con le dimensioni dell’alveo in cui scorre mi sconsigliano di effettuare qualsiasi foto, poco più avanti, superati i pozzi di captazione dell’acqua sorgiva, il terreno si fa molto umido tanto da essere formare piccole parti di mota in più punti, trattasi di una risorgiva con canale per l captazione e solo l’acqua in eccesso fuoriesce dando l’impressione di una piccol risorgiva. In compenso si vedono degli esemplari di Euforbio calenzuola (Euphorbia heliscpia) (01), questa euforbia perenne, comune in tutta la zona prealpina presenta sullo stesso stelo le foglie dell’anno precedente di un verde cupo mentre molto più chiaro è il verde delle foglie nuove.  Una lunga scalinata si allontana dal torrente di qualche metro, ma un sentiero tracciato perpendicolarmente alla scalinata consente di riavvicinarsi al torrente e vedere contemporaneamente i contrafforti di contenimento da eventuali esondazioni, il torrente le cui acque hanno contribuito nel tempo a formare lo strato di travertino su cui il torrente può scorrere (02), così come cambia la pendenza si forma vasca con la presenza di sassi trasportati dall’acqua e fatti rotolare ad ogni piena tutt’attorno dando origine alle così dette “marmitte dei giganti” (03), poco più avanti vi è il sottopasso della funicolare per il Campo dei Fiori e volendo, almeno di domenica e pare in un futuro molto prossimo anche di sabato, si può optare fra il prendere la funicolare e quindi arrivare al Sacro Monte oppure prendere l’autobus navetta ed essere portati a piazzale Montanari, mia moglie ed io decidiamo di percorrere il resto della vallata fino a Velate. Il pezzo di strada presenta una qualche difficoltà perché trattasi di una discesa su roccia senza appigli di sorta, ma essendo la traccia di sentiero molto asciutta e calzando scarpe con suola per camminare su questi terreni ci limitiamo ad avere più attenzione ai movimenti che poniamo in essere. La nostra scelta viene quasi subito ripagata con la vista di un cespuglio di che considero siano viole palustri, mi lascio convincere trattarsi di Viola silvestre (Viola reichenbachiana) (04), da un notevole gruppo di Polipodio comune (Polypodium commun) (05,06) e da un gruppo di Viola bianca (Viola alba) (07,08). Il resto della passeggiata non lo descrivo, salvo una foto lungo il Vellone (09) perché l’ho fatto altre volte e perché non ci siamo fermati sia a visitare il luogo delle marmitte sia a visitare l’antico forno o “giazera“  siamo arrivati all’autobus appena dopo mezzogiorno.

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Lungo il torrente Vellone 4 di 14

Giovedì 16/3 essendo una bella e calda giornata decido di fare una breve passeggiata com partenza dalla strada militare ed arrivo al Molinetto, per raggiungere il punto di partenza mi servo dell’autobus Z della linea urbana di Varese che ha una fermata in corrispondenza con l’accesso della strada militare e subito mi avvio a salire ma subito un prato di Anemone bianca (Anemone nemorosa) (10) e vicino un esemplare di Scilla silvestre (Scilla bifolia) (11); proseguo sulla strada militare per ca. 150 m e arrivo così ad incontrare un sentiero sulla sinistra che imbrocco subito anche semi accorgo che è in corso una attività di sistemazione del bosco, l’attività di pulizia del bosco mi sembra eccessiva certo il paesaggio ci guadagna, anche il torrente mette in luce bellezze che prima rimanevano nascoste in compenso la vegetazione anche di pregio ha subito notevoli danni. Arrivo finalmente al torrente dove mi accorgo che sono assai numerosi i Denti di cane (Erytronium dens-canis) (12); fatte le foto risalgo la collina dove il Mirtillo nero (Vaccinum myrtillus) (13) è in piena fioritura, il fiore rosso fra le foglie nove di un colore verde chiaro colpisce favorevolmente;poco più in basso, dove l’umidità si fa più elevata per la presenza di risorgive si trova il Ranuncolo favagello (Ranunculus ficaria) (14) e finalmente quasi, al fondo della discesa intravvedo qualche ciuffo di Polmonaria maggiore (Pulmonaria afficinalis) (15) con i suoi fiori che sono rosa all’aperura salvo il diventare successivamente di un bel colore blu.

Teresio colombo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2017
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Lungo il torrente Vellone 4 di 14

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