A Varese ogni anno mille nuovi casi di tumore al seno

La nostra è la provincia con uno dei tassi più alti di incidenza. In tutta la Lombardia sono 8000 i casi nuovi. Gli ospedali hanno creato percorsi speciali: come si cura a Varese, Castellanza e Busto Arsizio

Tumore al seno

L’Italia vanta un triste primato con i suoi oltre 50.000 nuovi casi di tumore al seno all’anno, la fetta oncologica più corposa seguita dal tumore al colon con 22.000 nuovi pazienti.
Al Nord il tasso di incidenza è maggiore rispetto alle altre parti d’Italia: parliamo di 127 casi ogni 100.000 abitanti, contro i 111 del centro e i 99 del Sud d’Italia.

Il carcinoma mammario rappresenta la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 11.939 decessi (fonte ISTAT anno 2013). È la prima causa di morte oncologica nelle diverse età della vita, rappresentando il 29% prima dei 50 anni, il 21% tra i 50 e i 69 anni e il 16% dopo i 70 anni.
Nonostante questi numeri preoccupanti, occorre ricordare che il tumore alla mammella vanta anche buone percentuali di guarigioni, tra le più alte in campo oncologico (La sopravvivenza a 5 anni è pari all’85,5%). casistica nazionale

La provincia di Varese ha storicamente un’alta casistica di tumore mammario con circa mille nuovi casi ogni anno in una regione che ne conta 8000 in tutto. Ciò che preoccupa maggiormente è l’età sempre più giovane in cui si manifestano i pericolosi noduli : « Lo screening è un’ottima metodologia che va incentivata – spiega il dottor Claudio Andreoli, fondatore della Scuola Italiana di Senologia, insieme al professor Umberto Veronesi, e del Gruppo Italiano Screening Mammografico con il dottor Marco Rosselli Del Turco ed il dottor Franco Berrino – anche se i casi evidenziati da quest’indagine a tappeto sono abbastanza residuali. Rimane, comunque, un’ottima opportunità di prevenzione che va ampliata anche nelle fasce pre screening. Sin dai 35 anni  è bene monitorare la situazione e avere un senologo di riferimento a cui rivolgersi per personalizzare l’approccio alla prevenzione. Anche il lasso di tempo da lasciar trascorrere tra un’indagine e l’altra va valutato studiando la paziente, perché a volte i due anni sono troppi».

Sono passati più di trent’anni dalla nascita della “Scuola Italiana di Senologia”. Grazie all’entusiasmo e alla lungimiranza del professor Umberto Veronesi, si cominciò a trattare il tumore al seno rispettando la donna con la sua femminilità e le sue emozioni. Un atteggiamento nuovo che, piano piano, ha rivoluzionato profondamente l’approccio medico specialistico arrivando a declinare un modello integrato di presa in carico collegiale, dove la paziente è messa al centro di un percorso e accompagnata dalla diagnosi sino alla riabilitazione, con particolare attenzione alla parte psicologica e sociale.

Quel modello, oggi, è istituzionalizzato: Regione Lombardia ha promosso una normativa che prevede la creazione di “Brest Unit” in tutti gli ospedali dove si cura il tumore della mammella. Non solo scienza e filosofia , ma un percorso ben strutturato e organizzato secondo linee guida aziendali.

Le Brest Unit avrebbero dovuto diventare operative nel 2016 ma, finito l’anno, la situazione rimane ancora a macchia di leopardo: « Parliamo di eccellenti modelli integrati, che fanno dell’approccio multidisciplinare, della personalizzazione e della rete i punti di forza- spiega il dottor Claudio Andreoli –  Il “core team” vede più figure sintonizzate tra di loro che lavorano in modo sinergico nel produrre una cura che sia espressione di libertà, ricerca, scambio di saperi, considerazione della persona, formazione e solidarietà».

Nella Brest Unit la figura di riferimento è l’infermiera di senologia ( casemanager) che compare in tutto il percorso ospedaliero, dalla presa in carico sino alla completa riabilitazione della donna: « Il tumore alla mammella coinvolge diverse specialità – spiega il dottor Andreoli – per questo occorre lavorare d’equipe, in sinergia, affrontando in modo collegiale ogni singolo caso».

Dati tumori

Per istituire la Brest Unit ogni singola Azienda deve far riferimento alla normativa nazionale che prevede una serie di requisiti: in primis il numero di nuovi casi di tumore trattati all’anno, che deve essere superiore a 150 .

I Centri sul territorio che si occupano del tumore al seno ( registrati dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari del 2015) sono: l’Ospedale di Circolo di Varese, che ha trattato 376 casi, la Mater Domini Humanitas di Castellanza con 207 casi; la MultiMedica Santa Maria di Castellanza ha trattato 123 casi; l’ASST Valle Olona ha istituito una Brest multiside  accorpando Busto Arsizio, con 114 casi, Gallarate con 84, e Saronno con 67. Completa l’offerta territoriale il Galmarini di Tradate con 31 ricoveri. 

Andreoli e Patrini

Alla Vicepresidenza della Scuola Italiana di Senologia, che ha formato tutti gli specialisti in Italia, c’è la varesina Adele Patrini, presidente dell’associazione CAOS, da sempre impegnata nella promozione di percorsi di accompagnamento e di umanizzazione: « Scienza , cultura, etica, civiltà, filosofia, : un approccio rivoluzionario mirato a dare risposte non solo in termini di qualità tecnico-scientifica, ma anche di capacità di “prendersi cura” dei molteplici bisogni, complessi ed impellenti, delle pazienti e dei loro familiari.
Alla luce di queste riflessioni vengono organizzati eccellenti modelli come le Breast Unit , che costruiscono un percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale e riabilitativo personalizzato ed integrato. Parte fondamentale di questa squadra è il volontario che, attraverso un esperienza maturata vivendo la malattia, acquista potere terapeutico ed istituzionale. La finalità che si prefigge il volontariato in senologia è quello di rispondere alle precise indicazioni dell’OMS che attribuisce alla variante psico-sociale il 40% delle peculiarità della lotta al cancro. La voce del paziente esce dalla cartella clinica e diventa una preziosa medicina. Sono profondamente convinta che Scuola Italiana di Senologia sia il motore di questa “rivoluzione/evoluzione” e che le donne, come straordinarie amazzoni, cambieranno il “modo di fare medicina”».

Come si cura in provincia:

Breast Unit dell’ospedale di Varese

Breast Unit di Mater Domini – Humanitas

Breast Unit Busto Saronno e Gallarate

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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