Al Giuditta Pasta arriva l’Avaro

Il capolavoro di Molère per la regia di Ugo Chiti con Alessandro Benvenuti nei panni del personaggio principale: Arpagone

Avarie

È andato in scena ieri sera, al teatro Giuditta Pasta di Saronno, un libero adattamento de “L’Avaro” di Molière, per la regia di Ugo Chiti e con Alessandro Benvenuti nei panni del personaggio principale: Arpagone.

Degli originali cinque atti, qui ne abbiamo visti due, costruiti principalmente intorno alle vicende amorose e sentimentali dei due figli di Arpagone: Cleante ed Elisa, innamorati rispettivamente di Mariana e Valerio.

Gli attori si muovono sul palco riferendosi centralmente alla figura interpretata magistralmente da Benvenuti, capace di recitare anche con la mimica, le componenti caratteriali dello stesso Arpagone.

Scelta di costumi, uso del testo e musica, non rispettano una ricostruzione filologica, ma ce lo aspettavamo. Chiti riscrive la storia de L’Avaro, puntando molto sul carattere dei personaggi, e dando maggiore risalto ad alcune parti fuggevoli del testo originale. Per esempio, il furto dei diecimila ducati ai danni di Arpagone – che salgono prima a quindicimila e poi a diciassettemila -, effettuato nella speranza di creare una dote a Mariana, che invece non ne possiede.

Momento questo, che permette di risaltare le componenti persecutorie e di diffidenza di Arpagone nei confronti dei vari personaggi presenti nella scena, che ne hanno fatto dello stesso, una fonte di ilarità irresistibile.

 

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Pubblicato il 11 marzo 2017
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