Alptransit, “Lavori già iniziati per la messa in sicurezza”

Il Comune ha incontrato i commercianti delle vie interessate dalla soppressione dei passaggi a livello. La questione della caserma dei vigili del fuoco

Avarie

I disagi per il transito di treni più lunghi e di numero superiore agli attuali, per i quali spariranno due passaggi a livello in città, si è intrecciata ieri sera nei lavori in municipio con un altro tema caldo: quello della sicurezza.

Il pretesto è stato l’ultimo punto all’ordine del giorno di una commissione territorio “fiume” (tre ore), dove si parlava del piano triennale delle opere pubbliche.

Il dibattito è stato acceso e appassionato e di fatto la continuazione di quello della scorsa settimana. Oramai i riflettori della politica locale – ma non solo – sono accesi sulle opere di adeguamento previste per il passaggio dei merci che saranno la prosecuzione dell’alta velocità svizzera – Alptransit – che inizieranno a transitare verosimilmente in seguito al termine dei lavori alla galleria del Ceneri, dopo il 2020.

La città si sta preparando alla chiusura della linea da giugno a dicembre prossimo per lavori che verranno effettuati da Rfi con fondi erogati dalle ferrovie svizzere.

E qui la prima notizia, data dal consigliere con delega Antonio Palmieri che ha brevemente rendicontato circa un incontro avvenuto martedì coi commercianti delle zone interessate: via Voldomino e via San Pietro, dove i passaggi a livello spariranno: «Abbiamo discusso i punti legati alla viabilità. Incontreremo nuovamente i commercianti il mese prossimo. Li abbiamo ascoltati», ha detto.

Poi è subentrato il tema della sicurezza. In primo luogo lo stesso Palmieri ha annunciato che alcuni lavori sulla linea sono già incominciati: «Si tratta di rocciatori che stanno intervenendo sulle barriere paramassi e con tagli piante sulla linea», lavori che sono propedeutici a quelli più massicci che verranno realizzati d’estate (sono infatti previsti adeguamenti di sagoma delle gallerie, come confermato da Rfi “opere viabilistiche sostitutive di 15 passaggi a livello delle linee ferroviarie Gallarate – Laveno – Luino-Pino e Laveno – Sesto Calende”).

Il sindaco Andrea Pellicini, che ha presenziato parte del dibattito, è tornato sulla questione sicurezza, specificando che è ancora attesa la risposta inoltrata al Ministero, circa la necessità di realizzare una valutazione di impatto ambientale sulla linea: «Ad oggi non sappiamo ancora a chi spetta. Allo Stato? O alla Regione? Qualcuno, tra Milano e Roma ce lo dica, e in fretta».

Sui ritardi dell’interessamento da parte dell’amministrazione alla soluzione dei problemi legati all’arrivo di Alptransit – polemica mossa soprattutto dai Cinquestelle – Pellicini ha affermato che «sono anni che ci stiamo interessando della questione, anche per gli altri comuni della linea».

In ultimo un punto che si intreccia a doppia trama sulla sicurezza: la nuova caserma dei vigili del fuoco. L’area è stata individuata, la convenzione approvata dal consiglio comunale, ma quando arriverà l’attesa caserma al posto della attuale, che peraltro ad ogni piena del fiume Tresa va sott’acqua? La domanda l’hanno posta i consiglieri di minoranza Erica Nogara e Pietro Agostinelli.

«I tempi sono quelli dello Stato, già abbiamo avuto la fortuna di avere una corsia preferenziale con l’ex comandante provinciale dei vigili del fuoco (Oliviero Dodaro ndr). Ora dobbiamo attendere», ha risposto il sindaco.

Difficile, quindi, stabilire il “quando”. Il finanziamento per realizzare il progetto è previsto per il 2018. Poi ci vorranno i tempi legati all’erogazione di risorse per la costruzione: potrebbe essere tardi per abbinare il taglio del nastro col passaggio dei nuovi supertreni.
Del resto lo stesso Pellicini ha ammesso: «Metterei la firma se la nuova caserma fosse pronta nel 2021…».

A questa mancanza si potrebbe sopperire con un accordo fra stati, chiedendo alla Svizzera l’impiego di un treno speciale che in breve tempo potrebbe sconfinare per intervenire in territorio italiano, come chiesto dal consigliere Giovanni Petrotta.
Ma anche per questo potrebbe essere necessario suonare i campanelli di Viminale o Farnesina.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2017
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