Asili nido, genitori contro gli aumenti del 30%

Il comitato dei genitori chiede al sindaco di ritirare la votazione del nuovo regolamento dei nidi dall'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale: "Incontrateci per ascoltare la nostra voce"

asilo nido

I genitori dei bambini degli asili nido di Castellanza si dicono «spiazzati dai recenti provvedimenti adottati dalla giunta Cerini» in merito all’aumento di circa il 30% della retta». A protestare sono i genitori dei bambini degli asili nido di Castellanza, attraverso il loro rappresentante Stefano Moroni.

Durante l’Open Day di domenica 5 febbraio scorso, infatti, i genitori accorsi numerosi a visitare l’asilo nido Soldini hanno trovato un’amara sorpresa: «I costi del servizio a carico delle famiglie, stabiliti dalla neo amministrazione comunale e previsti per il prossimo anno, sono considerevolmente aumentati: si parla di circa il 30% in più rispetto all’anno in corso, che si traduce in circa 100€ a famiglia per i residenti, e 200€ per i non residenti» – scrivono.

Ciò che ha infastidito in modo particolare l’utenza presente e futura del servizio è stata la modalità con cui l’amministrazione ha gestito il procedimento: «Ad oggi – prosegue Stefano Moroni – nessuna comunicazione ufficiale alle famiglie dei bambini già frequentati è stata fatta. Queste sono venute a conoscenza degli aumenti solamente attraverso il passaparola e il tentativo maldestro di celare l’aumento con lo scorporo di una quota per il buono pasto di 5€ giornalieri: un lattante di 4 mesi pagherebbe la stessa cifra richiesta a un bambino della scuola primaria per avere un pasto completo».

«E’ questo l’impegno “nel consolidamento e nella realizzazione di servizi e nello sviluppo di progetti a misura di famiglia”, tanto decantato nella recente campagna elettorale?» – si chiedono i genitori castellanzesi.

L’aumento dei costi è solamente uno degli aspetti che stanno subendo una trasformazione sul servizio nido: «Stiamo assistendo anche alla riduzione della capienza del nido Soldini, nonostante anche quest’anno alcuni bambini non residenti non sono stati accolti a causa del raggiungimento del tetto massimo di iscrizioni, alla riscrittura completa del regolamento degli asili nido, operata senza alcun confronto con gli organi di partecipazione (comitato di gestione e assemblea dei genitori): quali saranno le prossime novità che verremo a sapere da qualche voce di quartiere?».

I rappresentanti dei genitori delle famiglie hanno chiesto tempestivamente un incontro congiunto col sindaco Mirella Cerini, il consigliere delegato Rosangela Olgiati e col responsabile di settore per poter intavolare una discussione riguardo queste novità: «Avremmo voluto portare il nostro apporto costruttivo prima che l’argomento passasse il vaglio del consiglio comunale che metterà la parola fine alla possibilità di modificare il regolamento (appuntamento venerdì in biblioteca, ndr)».

Dopo giorni di attesa dicono di aver ricevuto in risposta la possibilità di un incontro o la mattina stessa del consiglio comunale, oppure la settimana seguente: «Alla nostra richiesta di anticipare l’incontro, per evitare che questo diventi assolutamente privo di qualsiasi valore, nessuna risposta ci è stata data nel momento in cui stendiamo il presente comunicato. Questo a nostro parere è una totale chiusura al dialogo che non dovrebbe appartenere alla neonata amministrazione comunale, che si fa chiamare “Partecipiamo”».

Aldilà dell’aumento delle tariffe: i genitori si chiedono «quale significato questa amministrazione voglia dare al servizio nido? Meno di un anno fa, nella relazione di fine mandato della precedente amministrazione, leggevamo: “Le rette dei due asili nido e delle scuole dell’infanzia sono state contenute per favorire la conciliazione tra lavoro e maternità. L’offerta di posti è sempre stata commisurata alla domanda della cittadinanza” Sono valide anche per questa amministrazione queste parole? C’è una progettualità nello sviluppo del servizio, o è considerato solo una criticità e una spesa?»

I genitori chiedono, dunque, al sindaco un atto di coraggio stralciando dall’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale l’approvazione del regolamento del servizio nido: «Chiediamo inoltre che ci sia la volontà comune di rivedere gli aumenti economici stabiliti dalla giunta per attuare una vera politica “promuovendo e valorizzando la famiglia sia per il senso che essa conferisce alla vita delle persone, sia per i compiti che essa svolge a favore dei suoi membri, sia per il benessere che produce nella comunità”».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2017
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