Bebe Vio a Tradate: “I sogni diventano obiettivi”

Quasi mille persone hanno partecipato in biblioteca con l'atleta che ha vinto le olimpiadi a Rio

Bebe Vio a Tradate

«I sogni non possono rimanere nei cassetti, bisogna crederci e devono diventare obiettivi». Quasi mille persone hanno accolto Bebe Vio, la campionessa paralimpica, alla Biblioteca Frera di Tradate, organizzato e sostenuto dalla The Boga Foundation, all’interno del Festival “Tradate è cultura”. Tutto esaurito quindi per incontrare la ragazza 20enne che ha conquistato l’Italia con la sua travolgente simpatia, capace di affrontare la vita con un entusiasmo contagioso.

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Accompagnata dai genitori, Bebe ha diretto l’incontro “Mi hanno regalato un sogno” (anche titolo del suo libro), raccontando la sua esperienza da quando, da piccola, hanno dovuto amputarle gambe e braccia. Con ironia e divertimento ha spiegato delle sue nuove protesi di cui può muovere anche le singole dita  «e che sono già rotte perché io distruggo tutto, sono nota anche per questo» ha raccontato divertendo i tanti bambini presenti. Bebe, dopo essere stata introdotta dal giornalista Alessandro Colombo, ha poi risposto alle tante domande del giornalista della Gazzetta dello sport, Claudio Arrigoni, ma anche a quelle dei piccoli fan a cui ha voluto dare precedenza.

«Non basta fare un sogno e lasciarlo lì, bisogna fare di tutto per arrivare a realizzarlo – ha detto Bebe -. Bisogna lavorare perché un sogno diventi un obiettivo. Quando poi potrai dire “ce l’ho fatta” sarà la cosa più bella del mondo. Non c’è limite ai sogni: quando li riesci a realizzare se ne creano altri e ancora altri. Perché quando riesci a realizzare un sogno diventa la cosa più bella della tua vita, a prescindere da quello che ti è successo in passato».

E ancora: «Se ti succede una cosa brutta puoi crogiolarti tutta la vita a dire che ormai tutto è impossibile. E quando qualcuno ti dice che qualcosa non la puoi fare, prima di tutto devi diventare una bestia, poi ci devi mettere tutto l’impegno che puoi per far sì che diventi possibile. Per me ormai tutto è una gara, io voglio vincere e per farlo devo allenarmi. Io auguro a tutti voi di vivere i momenti più belli della vostra vita attraverso i vostri sogni».

Bebe, prima di arrivare in biblioteca è stata accolta anche dal sindaco di Tradate Laura Cavalotti e, insieme alla famiglia Boga, le hanno fatto firmare il libro d’onore della città e regalato una targa dedicata all’associazione Art4sport, fondata proprio da Bebe e dai suoi genitori per raccogliere i fondi destinati ai ragazzi amputati.

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2017
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