“Non si può lucrare sulla morte delle persone”

Un lettore segnala che ha dovuto pagare 200 euro per "liberare" la salma del padre. Il sindaco Mulas ammette: "Siamo i più cari della provincia di Varese"

Avarie

Il nostro lettore Gianluca Martignoni ci ha segnalato quello che definisce  “un fatto raccapricciante”. Ecco cosa ci ha scritto:

“Buongiorno,
volevo segnalare una situazione alquanto spiacevole che mi è appena accaduta.
Mio padre malato da tempo di cancro ha deciso di passare gli ultimi giorni della sua vita in un hospice in un paese diverso dalla sua residenza e più precisamente in una clinica a Besano, per essere assistito 24 ore al giorno.
Il 12 marzo scorso purtroppo è venuto a mancare dopo un breve periodo presso questa struttura e fino a qui, nonostante il dolore grandissimo per la sua perdita, non posso che ringraziare gli addetti della clinica stessa per le cure che gli sono state fornite.
La brutta sorpresa l’abbiamo avuta quando ci siamo recati alle pompe funebri per organizzare le esequie.
Ecco volevo proprio segnalarvi una situazione che ritengo indegna.
Mio padre era residente a Varese e come ripeto è morto nel comune di Besano in quanto la clinica si trova nel comune sopracitato e la cosa raccapricciante è che il Comune impone una tassa di 200 euro per, diciamo, liberare la salma.
Mi spiego meglio: le pompe funebri si sono recate presso la struttura per prelevare il corpo di mio papà per prepararlo per le esequie e per poterlo portare via hanno (abbiamo) dovuto pagare questa tassa.
Non è per la cifra, ma mi sembra assurdo che un comune possa guadagnare e lucrare sulla morte delle persone, tenendo presente che essendo presente sul suolo comunale una struttura che oltre ad avere un reparto hospice ospita anche una casa di riposo per anziani, quindi le persone che muoiono ogni anno e che non sono residenti nello stesso comune sono molte.
Possibile che per far cassa si debba mettere una sorta di tassa per liberare la salma?
Scusate lo sfogo ma non lo trovo affatto giusto.”

Abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco di Besano, Leslie Mulas, da un anno alla guida del piccolo comune della Valceresio.

“E’ vero, è un diritto fisso, istituito con una delibera del 2010, una sorta di tassa che mi è già stata segnalata appena insediato per l’importo eccessivo – dice il sindaco – Credo sia la più alta in provincia di Varese. In questo primo anno di amministrazione non abbiamo ancora fatto in tempo ad occuparcene, ma vedremo di ragionarci sopra per abbassarla. Credo che in parte sia giustificata dal fatto che, pur essendo un comune piccolo, abbiamo sul nostro territorio una casa di riposo e un hospice, quindi molti decessi che significano per gli uffici un sovraccarico di lavoro”.

Questo diritto fisso, spiega ancora Mulas, nasce dopo che nel 1990 un decreto presidenziale ha “liberalizzato” i trasporti funebri, che prima erano considerati “servizio pubblico”, lasciando così i Comuni liberi di decidere come regolamentare e tassare questo servizio.

A Besano, spiega il sindaco, l’anno scorso la media dei decessi di persone non residenti era di 10-12 al mese: “Ma nei primi due mesi del 2017 mi segnalano dall’anagrafe che questo numero è già raddoppiato, con un ulteriore aumento del carico di lavoro, al punto che ho una dipendente che si dedica solo a questo. Credo che in parte questo sia il motivo che aveva spinto i miei predecessori ad istituire questo diritto”. I conti (necessariamente teorici) sono facili e portano ad una cifra che oscilla tra i 25mila e i 50mila euro l’anno per le casse comunali.

Ma di che tassa si tratta?

Nel caso di Besano, si tratta di un “diritto fisso comunale per il trasporto di salme non residenti”, approvato all’unanimità con delibera del consiglio comunale il 2 febbraio 2010.

Più in generale si tratta di un diritto che può essere adottato da ogni Comune, il quale decide in autonomia anche l’importo, così come può decidere di non adottarlo affatto.

“In provincia di Varese diversi Comuni applicano questa tassa – ci spiega Anna Melillo, dell’agenzia di onoranze funebri Broggini – ma in nessuno di questi è cara come a Besano. Per la nostra esperienza, potrei dire che quella applicata a Besano è addirittura la più cara d’Italia”.

Per fare alcuni esempi: a Varese si pagano 47 euro, a Gallarate 58, a Legnano 50, mentre ci sono comuni, come Tradate o Vedano Olona, che pur avendo case di riposo anche di una certa dimensione, non hanno ritenuto di istituire questo balzello.

Dove questa “tassa sul caro estinto” non è stata istituita, l’esborso per i parenti è limitato a 32 euro, il costo delle due marche da bollo previste per legge.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2017
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