Campiotti torna nella sua Varese, ed è un successo

Il regista protagonista ad Azzate di una riuscitissima serata, dedicata al cinema e alla Tv nell'ambito del Premio Chiara

Una serata bella, emozionante di quelle che ti riconciliano con la televisione e il cinema. Basterebbe dire che il Teatro Castellani di Azzate era pieno di ragazzi e ragazze, tutti insieme a cantare la sigla di Braccialetti Rossi a urlare per Tony e Nina, i protagonisti della serie TV firmata da Giacomo Campiotti.

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Campiotti e Braccialetti Rossi ad Azzate 4 di 17

I temi sono profondi e delicati: si parla di vita e di morte, ma con una leggerezza e una poesia che incantano il pubblico.

Campiotti, ospite del Premio Chiara, ha intrattenuto il pubblico per quasi due ore con le clip dei suoi film, alcuni dei quali hanno per sfondo Varese ed Azzate, luoghi dell’infanzia del regista. Casciago, Valganna emergono a tinte pastello dai fotogrammi che scorrono sullo schermo. “Ultima corsa di primavera” mostra tre bimbi che recitano benissimo e pochi minuti dopo quei tre piccoli attori salgono sul palco, ormai uomini fatti, e abbracciano il regista. Isacco, Fiorello e Federico posano per la foto di gruppo: “voglio dire a questi ragazzi di prendere la bicicletta e andare nei boschi, come facevano i bambini di questo film – dice Campiotti – spegnete la tivù e tornate a godere della natura”.

Nella serata si susseguono spezzoni di film tenuti insieme da un unico collante: le emozioni, a volte fortissime, come in Braccialetti Rossi. “Per calarci nella parte – raccontano Pio e Denise, due giovani protagonisti del film – facevamo esercizi tutto insieme ogni mattina. Ma le nostre scene erano spesso forti, impegnative e allora Giacomo sapeva aiutarci a piangere, ad esprimere quello che il personaggio in quel momento provava”.

E il risultato è stato un successo: la serie è andata avanti per tre anni. 

“Non pensavo di fare il regista – racconta ancora Campiotti – ma vengo da una famiglia di musicisti, pittori, poeti, registi e forse il mio destino era questo. Ho avuto anche ottimo insegnanti qui a Varese e questo mi ha aiutato molto”.

Scorrono le scene del “dottor Zivago”, di “Come due coccodrilli” ma nessuno si alza fino alla fine dell’ultima nota di Braccialetti Rossi. Poi tutti corrono vicino al palco per fare selfie con Nina e Tony, eroi veri di storie comuni.

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Pubblicato il 24 marzo 2017
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