Ciak si gira… con un bolide da 700 cavalli sulle strade di Gallarate

Gabriele Lodi Pasini, Matteo Caccivio ed Antonio Losa, ha avviato la sua produzione di un film d'azione: le riprese hanno incuriosito molti. "Il messaggio del film? Nulla è impossibile, si deve vivere per i propri sogni"

L’iniziale stupore e meraviglia nel vedere girare per le vie di Gallarate una Lamborghini Aventador si sono presto trasformati in entusiasmo e curiosità da parte di molti cittadini e passanti che si sono poi appassionati a ciò che stavano vedendo accadere, tanto da indurre molti a impugnare i cellulari per filmare o fotografare quello che avveniva sotto i loro occhi.
La supercar era impegnata in una serie di riprese cinematografiche per un cortometraggio realizzato dal regista Gabriele Lodi Pasini: 28enne di Jerago con Orago lavora nella produzione video in collaborazione con i colleghi Matteo Caccivio di Viggiù ed Antonio Losa di Lecco.

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“Project Alpha”, questo il nome provvisorio del cortometraggio, è un film indipendente, no budget e no profit, realizzato come un’autoproduzione dei tre film-makers che hanno messo in gioco capacità, conoscenze e attrezzature.
Si è abituati a pensare al cinema come ad una grande industria, che si muove con grandi mezzi, budget multimilionari e immense risorse; esiste tuttavia un cinema più “piccolo”, ma non per questo meno valido, che con pochi mezzi e con grande ingegno riesce a confezionare prodotti di qualità e di buona fattura: PROJECT ALPHA sembra appartenere a questo caso.

La trama, lineare e semplice, della fuga di un agente segreto con una valigetta misteriosa e il successivo inseguimento automobilistico, altro non sono che il pretesto per raccontare qualcosa di più e per trasmettere un messaggio profondo. È lo stesso regista a raccontare la nascita e il messaggio: «L’idea di realizzare questo cortometraggio nasce una sera in cui stavo guardando un film con una scena di inseguimento tra due automobili; terminata la visione mi sono chiesto come dovessero essere le sensazioni nel filmare un inseguimento con una supercar e mi sono accorto che questo pensiero mi appassionava. Sembrava impossibile anche solo immaginare una produzione del genere, soprattutto pensando di doverla realizzare in modo indipendente, eppure quando ho contattato Matteo ed Antonio, due amici e collaboratori, e ho buttato lì l’idea, quasi in modo scherzoso, anziché dirmi che la proposta era assurda, mi hanno risposto “Ok, proviamoci…facciamolo”. A quel punto mi sono reso conto che la mia non era più un’idea folle, ma era diventata un progetto da realizzare. Qual era, però, la differenza tra un’idea folle ed un progetto da realizzare? Semplicemente il fatto di aver trovato persone che ci credevano ed erano disposte a mettersi in gioco».

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«Abbiamo contattato Autovergiate F.lli Rossi, in particolare Alessia ed Andrea, che nonostante la “stranezza” del progetto, hanno accettato questa collaborazione e ci hanno concesso di filmare con una Lamborghini» spiega Lodi Pasini. Nel frattempo Antonio mi aveva chiesto quale fosse il messaggio che volessi trasmettere con questo cortometraggio (infatti cinque anni fa, quando abbiamo iniziato a collaborare, avevamo deciso che qualunque progetto avessimo realizzato insieme avrebbe dovuto avere un messaggio da trasmettere); già, quale messaggio si può trasmettere con l’inseguimento di due automobili? Non potevamo certo realizzare un cortometraggio fine a sé stesso, per il gusto di farlo. Questo dubbio è rimasto una costante per buona parte della pre-produzione. Abbiamo iniziato a cercato altri collaboratori per rendere possibile la logistica delle riprese e siamo rimasti colpiti dal fatto che le persone interpellate, nonostante il progetto potesse sembrare assurdo e assolutamente fuori dalla norma, accoglievano positivamente l’idea e si mettevano in gioco, dando gratuitamente risorse e tempo per la realizzazione; paradossalmente, la cosa che più entusiasmava ed appassionava queste persone ( e le convinceva a collaborare) era proprio il fatto che stavamo facendo qualcosa che usciva dalla quotidianità, che poteva essere considerato assurdo ed impossibile, ma che stavamo realizzando davvero. Mi sono allora reso conto che era proprio quello il messaggio del cortometraggio: non tanto la storia, non la trama, non le immagini, quanto la possibilità di credere nell’impossibile, di credere che qualunque progetto, anche quello che sembra più assurdo ed irrealizzabile, in realtà può essere fatto se ci si crede e si è disposti a mettersi in gioco» continua Lodi Pasini.

«Una volta, una persona molto intelligente mi ha detto “sogna in grande, non porre dei limiti ai tuoi sogni, ci penserà la vita a farlo, ma tu sogna in grande perché non ti costa nulla sognare”; queste parole sono state una costante per tutto il progetto.
Se ci pensiamo, molto spesso, quando ci viene un’idea o abbiamo un sogno, ci fermiamo subito a chiederci se vale veramente la pena realizzare quell’idea, se saremo in grado di concretizzarla: troppo spesso la paura del fallimento, la paura del giudizio altrui e soprattutto la paura di non essere all’altezza sono freni che noi stessi ci imponiamo, freni che adombrano ed offuscano le qualità positive della nostra idea.
In realtà se abbiamo avuto un’intuizione significa che già inconsciamente sappiamo di poterla realizzare e già sappiamo di avere le qualità per concretizzarla. Il messaggio di questo cortometraggio e l’invito a tutti gli spettatori è perciò proprio questo: non avere paura dell’impossibile! Nulla è veramente impossibile: credi ai tuoi sogni, credici sempre anche se sembrano folli, credici e trasformali in progetti da realizzare, senza paura, senza dubitare delle tue possibilità e soprattutto senza farti influenzare da chi dice che è impossibile. Se hai un’idea e ci credi veramente, riuscirai comunque a realizzarla. Approfitto per ringraziare Matteo e Antonio, i primi che hanno creduto al progetto oltre ogni evidenza; grazie ad Alessia e Andrea di Autovergiate per essersi messi in gioco, a Matteo e Andrea, i nostri fantastici stunt driver, a Paolo e Stefano che si sono improvvisati attori, a Franco, ai proprietari e allo staff di autosilo Car Service di Gallarate e a tutte quelle persone che, in un modo o nell’altro, ci hanno permesso di realizzare questo cortometraggio. Un grazie speciale a chi insegna ogni giorno (e ha insegnato a me) a sognare e non dice mai la parola “impossibile”».

Questo è il messaggio che questi film-makers vogliono lasciare con il loro cortometraggio: al di là delle supercar, al di là degli inseguimenti, al di là del cinema, la vita deve essere riempita di sogni e di progetti da realizzare ogni giorno, senza paura di rischiare, senza paura di pensare in grande, ricordando sempre che ogni cosa della propria vita è straordinaria, basta viverla come tale e non darla per scontata. Altre riprese sono previste poi in primavera, tra le location  che saranno valutate c’è anche l’Hotel del Campo dei Fiori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2017
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