Comi: “Incarico a mia madre, errore del commercialista”

L'europarlamentare di Forza Italia spiega il proprio coinvolgimento nell'indagine dell'Unione Europea sull'utilizzo dei rimborsi spese

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«La possibilità di scegliere un familiare come collaboratore era permessa fino al 2009, con un periodo transitorio di un anno, come mi aveva spiegato il mio commercialista, che aveva anche consultato gli uffici del Parlamento Europeo». Così Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia spiega il proprio coinvolgimento nell’indagine dell’Unione Europea sull’utilizzo dei rimborsi spese concessi agli europarlamentari. Rimborsi che in molti casi sono stati utilizzati per spese di personale che non rientrava nelle mansioni da Europarlmantare.

Tra questi, appunto , è risultata essere presente anche la Comi che tra il 2009 e il 2010 ha “assunto” sua madre per un compenso totale di circa 123mila euro. «È importante per me chiarire tutta la vicenda, con grande trasparenza, come ho sempre fatto. Nel 2009, a 26 anni, sono stata eletta in Parlamento Europeo – spiega la Comi -. Ho lasciato il mio lavoro nel settore privato e con grande entusiasmo ho intrapreso quest’avventura. Ogni giorno mi trovavo di fronte a sfide nuove e importanti e per affrontarle ho deciso di avere a fianco a me con un incarico fiduciario, come mi era consentito, la persona di cui avevo la massima fiducia, mia madre, che mi è stata vicino in tutti i momenti più importanti della mia vita. Per potermi supportare in questo ruolo lei si è presa l’aspettativa, non retribuita, dal suo lavoro pubblico come insegnante».

La Comi dichiara quindi aver sentito il proprio commercialista in quel periodo e che la possibilità di scegliere un familiare era permessa: «Solo dopo molti anni, cioè nel 2016 vengo a scoprire che questa possibilità era stata esclusa dai regolamenti parlamentari. Per questa ragione, già lo scorso 3 aprile 2016, ho ritirato l’incarico al mio commercialista che, seppure in buona fede, aveva commesso l’errore. Come persona che ha un ruolo pubblico mi prendo comunque tutte le responsabilità di questa vicenda e ho già messo in atto tutte le azioni necessarie: sto restituendo la somma che viene contestata, con una detrazione che ogni mese mi viene prelevata direttamente dallo stipendio. Vorrei quindi precisare di una vicenda ormai ben nota, di un fatto ampiamente chiarito e che chi vuole fare polemica strumentalmente sulla vicenda ha sbagliato persona perché per me la trasparenza e la limpidezza dei comportamenti vengono prima di tutto».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2017
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Commenti

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  1. Scritto da lenny54

    Quindi prendendo per buono che il commercialista e’ stato un po’ facilone e che l’importo verra’ veramente restituito, l’errore di fondo e’ stato a monte. I candidati in Forza Italia venivano scelti per gradevolezza e bell’aspetto, piuttosto che per esperienza e gavetta in ruoli politico/istituzionali. E non a tutti i giovani, se trovano lavoro, e’permesso di farsi aiutare dalla madre nel lavoro…

  2. Scritto da lucio_bagna

    Scusate ma cosa c’entra un commercialista italiano con l’assunzione di un collaboratore del Parlamento europeo?
    Non sarebbe più elegante tacere e non scaricare responsabilità di scelte assolutamente personali che nulla hanno a che fare con consigli di carattere fiscale?
    Mah….

  3. Scritto da Bustocco-71

    Sarebbe interessante sentire anche il punto di vista del commercialista………

    P.S.
    Ma come si fa a continuare a credere a certa gente?

  4. Scritto da Gelo

    Certo che si può credere a questa gente!
    Avete creduto a tutti gli altri e continuate a crederci!

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