Cultura e turismo partecipato partono da Varese

Grande risposta della città per una serata di confronto sul piano dell'assessorato. Sono arrivati 68 contributi che verranno integrati per sviluppare un progetto unico

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«Il rilancio turistico culturale passa da un percorso partecipato con una attività di studio e di ascolto con tutti i soggetti della città. Ci sono state tante osservazioni al piano del nostro assessore Cecchi».  Enzo Laforgia ha aperto così la serata in sala Montanari. Uno spazio che si è riempito in ogni posto con duecento persone intervenute. 

«Il piano è il vostro piano – ha esordito il sindaco Davide Galimberti – e il fatto di vedere una grande partecipazione è il segno che avevamo visto giusto nel proporre questo percorso. Su turismo e cultura nel bilancio preventivo abbiamo messo un segno più con circa 300mila euro, segno di quanto crediamo a questo settore». 

Oltre al piano redatto dall’assessorato sono arrivati 68 documenti da parte di associazioni  e cittadini. 

«Quello che stiamo facendo non è un gioco o un’invenzione – ha detto l’assessore Roberto Cecchi – ma una procedura partecipata. Dal documento di indirizzo progettuale si arriva al progetto complessivo: idiversi contributi hanno arricchito il piano originario facendolo diventare condiviso. La consultazione sarebbe un percorso diverso perché non prevede opportunità aggiuntive. Si può esprimere un parere ma non contribuire al progetto. Il nostro lavoro invece si compone di tre fasi: la prima si è compiuta con la presentazione del documento programmatico. La seconda è quella partecipativa grazie alla cittadinanza che interviene. A questo proposito colpisce che non ci sia nulla sulla cultura industriale. Anche sui musei c’è molto poco rispetto alla grande attenzione sui servizi. Complessivamente i progetti presentati sono comunque in linea con quanto proposto dal piano iniziale. Ci sono pochi punti critici: ci siamo occupati poco del contesto che vada oltre la città. È una osservazione corretta ma il mio compito è pensare a Varese e non alla provincia. Gli altri due punti riguardano la comunicazione e la relazione con la Camera di commercio. Ultima critica riguarda il teatro, ma questo può diventare un valore a favore e i primi incontri verranno fatti proprio con queste realtà. I grandi temi sono il paesaggio, gli eventi, i servizi. Con tutto questo materiale costruiremo il progetto. Prevediamo una consulta permanente per seguire il piano. Inizieremo con i teatri e poi via via tutto il resto. Vogliamo creare le condizioni per la narrazione del territorio e far conoscere Varese. La cultura è l’elemento centrale e il turismo deve essere compatibile ma capace di generare sviluppo e ricchezza orientato verso i giovani”. 

Dal pubblico tanti interventi e alcuni incentrati in particolare sui beni Unesco. «I documenti – ha affermato Cecchi – per valorizzare i siti esistono già e sarà una priorità partire da quelli». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 marzo 2017
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