Curcuma e cortocircuiti

Si è conclusa la prima tappa di “Sapori del mondo – Menù senza frontiere” alla scuola primaria. Pubblichiamo una riflessione affidata ai social network del consigliere all'Istruzione Gianmarco Baraldo

curcuma

Si è conclusa la prima tappa di “Sapori del mondo – Menù senza frontiere” alla scuola primaria di Azzate, il progetto del Comune di Azzate che mira a portare in tavola piatti diversi da quelli italiani.

Nei giorni scorsi l’iniziativa aveva sollevato molte polemiche ma poi la giornata si è svolta con grande serenità.

Di seguito pubblichiamo una riflessione affidata ai social network del consigliere all’Istruzione Gianmarco Baraldo che  chiude definitivamente la questione dei profughi nigeriani in mensa raccontando come è andata la giornata e che cosa si sia scatenato in questi giorni.

Oggi alle 13.00 ho pranzato cibandomi di pollo, riso alla curcuma, fagioli con patate e una banana. Ero a tavola con sei bambini delle scuola primaria ed una maestra. Tutto molto buono e gradito anche dai miei commensali. Insieme a noi, in altri tavoli sparsi per la stessa sala, la mensa scolastica della primaria di Azzate, c’erano un altro centinaio di schiamazzanti bambini tra i sei e i dieci anni, qualche adulto con vari ruoli (maestre, dirigente scolastico, sindaco, assessore, presidente di una cooperativa, intermediari culturali, ecc) e quattro ragazzi nigeriani, ognuno seduto in tavoli diversi con altri bambini, che chiacchieravano in italo-inglese con gli alunni seduti con loro.

Prima di iniziare una nutrizionista ci ha spiegato cosa avremmo mangiato, elencando gli ingredienti dei piatti serviti e spiegando come quelli originali nigeriani fossero un po’ più piccanti e quindi non idonei ad una mensa scolastica e per questo sostituiti con la curcuma. Finito il pranzo, tutti fuori che la giornata era bellissima. Seduti sul prato della scuola abbiamo ascoltato i quattro ragazzi africani raccontarci molto brevemente la loro storia ma, soprattutto, la loro grande emozione di essere lì con i bambini di Azzate.

E i ragazzi azzatesi si sono poi lanciati facendo domande molto imbarazzanti ai quattro: che piatto italiano preferisci (pasta, cappuccio e brioche) che colore preferisci, in che giorno compi gli anni, che hobby hai, ecc. Infine Victor e gli altri hanno donato ad ognuno dei ragazzi una barchetta di carta fatta da loro e con scritto “siamo tutti sulla stessa barca”. Alcuni bambini hanno voluto abbracciare uno a uno i quattro ragazzi africani e poi via in classe a fare lezione, come sempre al martedì.

Insomma una bella giornata, un po’ particolare come spesso accade quando si fa parte di un’amministrazione comunale. Bel lavoro…eppure.

Eppure nei giorni precedenti questi semplici novanta minuti , preannunciati con un piccolo articolo sul giornale, ha dato adito a discussioni incredibili , scontri su social e siti dei quali non immaginavo nemmeno l’esistenza. Addirittura un articolo su Bergamonews nel quale un sindaco di un paesino bergamasco (I??!) si lamentava dell’iniziativa azzatese: un paese bergamasco che spiega a noi come dovremmo gestire Azzate, il tutto per colpa della curcuma!

Ho letto di un consigliere regionale che chiedeva più rispetto per la cultura lombarda (??) e addirittura un deputato (deputato!!) che si chiedeva come ci era venuto in mente di far cucinare (AHHH) a quattro nigeriani per i bambini della scuola.

Ancora oggi mi chiedo, a distanza di giorni, come possa minimamente aver pensato una persona con una rispettabile esperienza politico amministrativa che qui ad Azzate ci fossimo fumati il cervello a tal punto da inserire estranei a cucinare a scuola.

Probabilmente vivo in un mondo parallelo se mesi fa, quando avevo pensato alla giornata di oggi e dato il via, in qualità di assessore ai servizi educativi, all’organizzazione della stessa non mi aspettavo che l’iniziativa finisse su testate nazionali come il corriere e repubblica o che alle 13.30 andassi a portare fuori da scuola un piatto di fagioli e riso giallo ad un giornalista della nota testata televisiva LA7.

Il ridicolo ha raggiunto livelli altissimi in questa vicenda. Per fortuna i bambini della primaria sono stati molto più seri e alla fine agli ospiti hanno chiesto in coro: quando tornate ancora qui a mangiare con noi? Del resto son bambini che, pur con storie e origini diverse, sono civilmente e orgogliosamente lombardi, ossia appartenenti a quella regione con capoluogo Milano, la città che accoglie con il “coer in man”.

Consigliere delegato all’istruzione Gianmarco Baraldo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Rosco

    Volevo complimentarmi con l’assessore di Azzate. Troppo spesso, cediamo alle pressioni di persone grette e senza cultura, facendo perdere così momenti di arricchimento e crescita ai nostri ragazzi; ed è forse l’unico rimedio per non cedere a paure ingiustificate e non far crescere uomini e donne chiusi al mondo.