Da “Lady truck” alla “tata dei fiori”, le donne vincono la sfida del lavoro

Quote rosa, record lombardo a Sondrio con 6 aziende su 10

Fiori d\'autunno

Ogni notte, verso le 3, da dieci anni Franca Meroni esce di casa nella sua azienda di Inzago (ai confini orientali della provincia di Milano), carica il camion di verdure, si mette al volante e guida un tre assi di quasi 11 metri fino all’Ortomercato di Milano.

“All’inizio mi hanno guardata un po’ così, poi si sono abituati, anche perché non sono una che si fa mettere i piedi in testa” racconta la “Lady truck” delle insalate. Lei – spiega la Coldiretti regionale in occasione della Festa della Donna – è una delle oltre 10 mila imprenditrici titolari di aziende agricole in Lombardia. Insieme al fratello, dopo aver raccolto il testimone dai genitori, conduce un’azienda di 24 ettari con più di 200 serre. “La prima volta che ho guidato il camion dieci anni fa è stata un po’ una sfida come me stessa – spiega – era un due assi di circa 7 metri. Mio fratello mi ha chiesto: te la senti di andare fino all’Ortomercato? Ho risposto che ci provavo. All’inizio ero un po’ impacciata, adesso vado e torno e faccio tutte le manovre senza problemi. All’Ortomercato si sono abituati a vedermi”.

Anche se ogni tanto qualcuno rimane sorpreso, come i poliziotti che una volta in tangenziale a Milano alle 3 del mattino hanno fermato il camion pieno di verdura e dopo aver scoperto la donna al volante, hanno chiesto: “Ma signora, dove sta andando?”. Al lavoro, come tutti giorni . “Poi torno in azienda e seguo anche la contabilità e il resto delle cose insieme a mio fratello. Certo a certi orari non ti abitui mai, ma il lavoro mi piace. Credo che una donna, se vuole, possa arrivare dappertutto”. Anche al volante di un bestione da 24 tonnellate.

In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale su dati Camera di Commercio di Milano – la provincia che ha la maggior incidenza femminile in agricoltura è Sondrio, dove quasi 4 aziende su 10 sono guidate da donne, contro una media regionale del 22%. Per quanto riguarda gli altri territori, sopra il 20% di quote rosa in agricoltura troviamo: Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Pavia e Varese. La provincia che invece ha il numero assoluto più alto di imprese agricole in mano femminile è Brescia con 2.201 realtà, a seguire Pavia con 1.564, Mantova con 1.526 e Bergamo con 1.205. “Uomo o donna non fa differenza – spiega Beatrice Lampugnani, 30 anni, di Orsenigo (Como), che è laureata in architettura del paesaggio e lavora tra piante e fiori con il padre e il fratello – io mi pongo sempre come una che in questo settore ci è cresciuta e con gli altri giardinieri non ho mai avuto problemi. L’importante è che si veda che sei una persona professionale. Forse in passato c’era qualche differenza fra uomini e donne sui lavori da svolgere, ma adesso non più. Le donne possono fare tutto. Anzi, forse sono gli uomini che non fanno tutto quello che fanno le donne”.

Le donne sono cresciute – afferma Wilma Pirola, che ha un’azienda di mucche da latte, è leader delle imprenditrici della Coldiretti regionale e Presidente della Federazione Coldiretti di Pavia – prima si occupavano di tenere in ordine i conti e le fatture, adesso entrano sempre di più nell’attività operativa quotidiana di gestione dell’azienda e nelle scelte di pianificazione e investimento. E non stiamo parlando solo di settori legati ai servizi di turismo e ristorazione, ma anche in quelli più tradizionali come gli allevamenti da latte o la viticoltura”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2017
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