Dal bivio per il Campo dei Fiori a Velate

A spasso con Teresio Colombo nel Parco del campo dei Fiori tra Velate e il Monte San Francesco

A passeggio per Velate

Il giorno 8/3, stando alle previsioni del giorno precedente, avrebbe dovuto essere una bella giornata con temperatura che avrebbe raggiunto i 16° verso mezzogiorno, anche il vento avrebbe diminuire sensibilmente di intensità fattori tutti che mi fanno decidere a prendere un autobus con destinazione Sacro Monte e al Bivio per il Campo dei Fiori scendere e avviarmi, passando sotto alla ex “giazera” oggi trasformata da qualcuno in un locale di svago e di riposo, e da quel punto imboccare il sentiero detto del S. Francesco perché di trova sulle pendici di questo monte; Il sentiero è in buono stato perché si nota che qualche intervento manutentivo è stato realizzato almeno nella parte alta, le fioriture sono quelle comuni per questo periodo quindi: la Pervinca minore (Vinca minor) (01) questa Apocinacea che questo anno si è fatta aspettare più del solito; la Primula comune (Primula acaulis) (02) che contrariamente alla precedente è fiorita sin dal mese di dicembre ed in quantità leggermente più numerosa che negli anni precedenti; l’Elleboro verde (Helleboro viridis) (03,04) anche questa ranuncolacea in leggero ritardo rispetto agli anni precedenti, ma in compenso à più comune ritrovarli a mazzetti che non singoli come si è verificato in precedenza; numerosa è la fioritura dell’Erba trinità di cui non metto l’ennesima foto perché trattata più volte in precedenti articoli. La visione che da questo punto si ha del borgo di S. Maria del Monte (05) è fra le più complete anche se come si nota è stagionale perché appena saranno cresciute le foglie degli alberi sarà difficile cogliere una visione così completa dell’abitato. Il terreno è poco ricoperto di humus in buona parte si tratta di roccia sgretolata in frammenti abbastanza minuti il fenomeno è dovuto essenzialmente agli agenti atmosferici. In qualche punto dalla roccia affiora un velo di acqua che osservandolo attentamente pur essendo di modestissima entità lascia traccia di formazione di nuova roccia; vedo, un poco più avanti, la traccia di un antico sentiero da tempo non utilizzato, per raggiunger la vetta del S, Francesco, ancora più avanti il sovrappasso della linea per la funicolare del Campo dei fiori. Giunto più  in basso noto la fioritura delle Campanelle comuni (Leucojum vernum) (06) una amarillidacea abbastanza comune nel varesotto la cui fioritura in genere a fine febbraio e spesso concomitante allo scioglimento delle tardive nevicate gli hanno fatto, facilmente, attribuire il nome di bucaneve creando confusione con il “Galanthus nivalis” al quale invece è giustamente viene attribuito il nome di bucaneve. Fra gli arbusti l’unico a presentare una fioritura completa, di un giallo intenso è Corniolo maschio (Cornus mas) (07,08), la fioritura è particolarmente bella per il colore giallo oro su arbusti ancora privi di foglie, ancora più in basso, dopo aver incrociato il sentiero che conduce al monte San Francesco ritrovo le Viole mammole (Viola odorata) (09) dal tipico colore unito al profumo particolare che sono caratteristiche tipiche di questo tipo di viola; sono arrivato all’acquedotto di Velate che con una abbastanza breve discesa contornata da prati di primule mi consente di arrivare all’autobus poco oltre mezzogiorno.

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Il giorno 10/3, la temperatura nelle previsioni si dice che sarà in aumento di 2 o 3 gradi rispetto al giorno 8, il vento dovrebbe sensibilmente diminuire per cui, vinte le incertezze decido per una uscita breve per raggiungere il pratone basso delle Pizzelle. Utilizzando l’autobus sono arrivato a piazzale Pogliaghi poco prima che suonassero le  dieci meno un quarto dopo aver dato uno sguardo al panorama inizio la salita verso il pratone ma mi fermo subito dopo  aver fatto i gradini iniziali perché nel piccolo prato verde sono sbocciate le Pratoline comuni (Bellis perennnis) (10) , le prime composite della stagione diffuse in tutte le zone pratose arrivato  al pratone e non vedendo fiori che non ho già trattato in precedenza quali le primule , l’erba trinità, il corniolo maschio mi fermo a fotografare il monte Martica (11).  Dopo  aver realizzato la foto mi accingo a scendere dal sentiero verso il posteggio che da tempo non percorro per intero, il sentiero è proprio lì di fronte al sentiero del pratone, lo percorro per tutta la sua lunghezza , meno di 200 m, in complesso il sentiero presenta una notevole quantità di vegetazione, ma si tratta di residui secchi di vegetali che soni fioriti mesi fa, la novità è costituita dalla ripresa della euforbia bitorzoluta con però le vecchie foglie cadenti per mancanza di acqua a un certo punto vedo un Tarassaco (Tarxacum officinale)(12) una composita presente in ogni terreno anche se povero di humus, il termine officinale del so nome scientifico deriva dalle proprietà terapeutiche  di questa pianta, le foglie sono la base per una ricercata insalata che taluni mangiano dopo cottura della stessa, ormai sono in strada nella parte esclusa al passaggio delle auto e mi avvio verso l’autobus arrivato in notevole anticipo mi fermo a fotografare un esemplare di Pervinca maggiore(Vinca major) (13) che vedo in un vaso di fiori di un locale sul piazzale Pogliaghi dove riprendo anche il nucleo delle abitazioni della Rasa (14)

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Pubblicato il 14 marzo 2017
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