E se facessimo una “cittadella solidale” per le persone in difficoltà?

Un lettore, ex candidato a Varese, rispolvera una sua proposta di allora, che dovrebbe essere di aiuto ai senza tetto

Avarie

Gentile Direttore,

siamo ormai a Marzo, e tra poco con l’arrivo della primavera, terminerà l’emergenza freddo per i nostri invisibili, e come sempre tutto tornerà nel dimenticatoio, fino alla prossima emergenza, alla prossima fredda stagione. Si e’ parlato molto quest’inverno degli invisibili della città, alcuni politici hanno mostrato un certo interesse, cercando di trovare soluzioni di fortuna. Grazie al grande lavoro svolto dalle nostre associazioni di volontariato, e della croce rossa, sono state fornite brande, coperte, cibo caldo e un tetto e poi ? tutto ritorna alla normalità apparente, non farà più notizia e di conseguenza, tutto nel dimenticatoio. Durante la mia campagna elettorale delle amministrative di Varese, avevo proposto un piano per i disagiati da condividere con tutti i candidati, una sorta di “patto” per i poveri, il nuovo sindaco, avrebbe dovuto rispettare il patto, ma l’appello non venne preso in considerazione. Oggi, non sono candidato, ma sento il dovere di fare una proposta, rispolverando il mio progetto di cittadella solidale. In cosa consiste ? la cittadella solidale, come fotografia allegata (è solo un esempio di progetto) è un area dove allestire piccole casette di legno, o prefabbricati, per “ospitare” i disagiati, o i senza tetto della nostra provincia, una sorta di centro di prima emergenza per chi oggi dorme in stazione, in macchina, o per quelle famiglie che a causa di gravi situazioni di indigenza, magari per aver perso il lavoro, non hanno possibilità di pagare un affitto. La cittadella solidale, non sarà solo un centro di “accoglienza”, ma una vera e propria struttura per il reintegro in una vita sociale dignitosa. Come evidenziato dal disegno, il centro, sarà dotato di un padiglione centrale, suddiviso in due parti,  una parte come struttura accoglienza, ovvero, una sorta di ufficio/magazzino, dove i richiedenti aiuto, possono essere identificati, e messi a conoscenza delle regole del centro, e in base alle caratteristiche e esigenze dell’individuo, o del nucleo famigliare, indirizzate all’interno della struttura. L’altra parte del padiglione, sarà adibito a mensa e a locale lavoro, si, perchè chi seguirà un “programma” di reintegro sociale, dovrà lavorare rendendosi utile al mantenimento della struttura, e appunto a un reintegro nella vita sociale della città. Naturalmente, la complessità del progetto, non si può semplificare in due righe, quindi spero che chi di dovere, possa prendere in considerazione la mia proposta, e magari in collaborazione con il comune e con le autorità preposte, rendere il progetto realizzabile. Grazie

Gennaro Gesuito
Membro della Direzione Nazionale
Rivoluzione Cristiana

di
Pubblicato il 02 marzo 2017
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