E’ tornata la processionaria

Con i primi caldi si segnala il ritorno del pericoloso insetto. Ecco cos'è, quali rischi comporta e come si combatte la processionaria

Con l’arrivo dei primi caldi, è arrivata anche lei: la processionaria. Si moltiplicano le segnalazioni dei primi avvistamenti di quello che a prima vista sembra un innocuo millepiedi ma che, invece, a causa della sua peluria urticante può causare gravi reazioni allergiche.

Le prime segnalazioni riguardano Varese e il tratto della SS336 che collega Malpensa a Cargo City.

 

CHE COS’E’ LA PROCESSIONARIA

Questi bruchi, tecnicamente insetti dell’ordine dei lepidotteri, da adulti si trasformano in inoffensive falene ma è nello stadio larvale che possono essere pericolosi per gli esseri umani e letali per gli animali.

Il nome processionaria nasce dalle loro abitudini: con i primi caldi strisciano da un posto all’altro mangiando aghi e foglie in cerca di un luogo dove tessere il bozzolo attraverso il quale si trasformeranno in falene. Un processo che dura fino a maggio, quando le larve si interrano e diventano crisalidi.

I PERICOLI PER L’UOMO

Sono i peli della processionaria ad essere particolarmente pericolosi. Se a contatto con pelle o mucose possono provocano una reazione urticante dovuta al rilascio di istamina. Nell’uomo il contatto con la processionaria può causare una forma di dermatite con arrossamento, edema, prurito, vescicole e bolle. Non solo: può provocare rossore, bruciore e anche congiuntivite nei casi di contatto con gli occhi. Se viene inalata può portare all’irritazione delle vie respiratorie. Nei casi più gravi può arrivare a causare anche uno choc anafilattico.

Il problema è che l’eritema però non si manifesta sempre e solo con il contatto diretto con l’insetto: la processionaria infatti libera migliaia di peli urticanti che, sospesi nell’aria, possono depositarsi su uomini e animali.

I PERICOLI PER GLI ANIMALI

I cani, che hanno l’abitudine di annusare il terreno e di addentare qualsiasi cosa si muove, sono quelli più a rischio. In questi casi i sintomi che si manifestano è un’improvvisa e intensa salivazione, a cui fa spesso seguito il vomito. Dopodiché la lingua dell’animale si ingrossa notevolmente e inizia il processo di necrosi della parte che è venuta a contatto con il bruco, con la conseguente perdita di porzioni di lingua. Il cane inoltre mostra evidenti segni di debolezza, rifiuta il cibo e potrebbe avere sintomi febbrili.

COME SI PREVIENE

In genere le processionarie si trovano nelle pinete e nei boschi di quercia. Talvolta colpiscono però anche betulle, castagni, faggi e amano i versanti soleggiati.

La disinfestazione dei bruchi di processionaria in Italia è obbligatoria dal 2008, con l’entrata in vigore di un decreto ministeriale che stabilisce come “la lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria nelle aree in cui le strutture regionali […] hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la salute delle persone o degli animali o la sopravvivenza del popolamento arboreo”.

Deputati alla rimozione dei nidi di processionaria sono il Corpo forestale o professionisti della disinfestazione. Se la pianta infestata è in una proprietà privata la spesa della disinfestazione è a carico del proprietario del terreno.

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Pubblicato il 13 marzo 2017
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