“Non era una vera fascia, l’ho solo simulata. Ho rispetto per il Tricolore”

Giuseppe De Bernardi Martignoni si difende, dopo l'esposto del Pd al Prefetto sull''uso della ("finta") fascia tricolore. L'assessore Caruso contrattacca: "Quella di gennaio non era una manifestazione di partito, ma un progetto"

«Non era la fascia tricolore del sindaco: io ho comprato un nastro tricolore e ho simulato una fascia, non ho usato una vera fascia». Il consigliere di Fratelli d’Italia Giuseppe De Bernardi Martignoni si difende, dopo l’esposto al Prefetto nei suoi riguardi presentato dal consigliere Pd Giovanni Pignataro. «Mi vien voglia di fare un esposto sull’esposto» attacca Martignoni.

«Il sottoscritto non ha svilito il Tricolore, nè fatto una pagliacciata: rimando a Pignataro queste frasi indecorose. Una persona con il mio percorso politico non può pensare di non onorare il tricolore, che era nel nostro simbolo fin dal 1946 (con riferimento all’MSI, ndr)». Martignoni difende comunque il gesto, fascia o non fascia che sia: «Una forte provocazione, sì, ma durata un minuto, per solidarietà e a sostegno di un progetto politico che è legittimo. C’è un diritto di dissentire?».

Dal caso due al caso uno: anche l’assessore Francesca Caruso ha scelto oggi di rompere il silenzio sull’episodio e sul primo esposto presentato (a suo carico) e contrattacca. «La posizione del Partito democratico era strumentale già il giorno dopo la manifestazione di Roma e oggi, alla luce dell’esposto contro il consigliere Martignoni, lo è ancora di più». Caruso conferma che «il sindaco ha subito chiarito di avermi delegato a rappresentarlo il 28 gennaio nella Capitale» e definisce «stucchevole» la polemica

La difesa – dell’assessore prima e del consigliere poi – fa leva su una tesi in particolare: che la manifestazione “Italia sovrana” – a cui aderivano diverse forze della destra – non fosse «un raduno di partito» ma un evento che proponesse «un progetto politico generale per il nostro Paese al quale avrebbe potuto aderire qualunque movimento, come in effetti è avvenuto». La riprova secondo gli esponenti di FdI è questa: «erano presenti esponenti di Fratelli d’Italia, della Lega Nord, di Forza Italia e del Family day». Caruso sostiene che sia «cosa normale» la partecipazione dei sindaci in fascia tricolore a sostegno di «progetti dei loro partiti di riferimento»: «Potrei portare decine di esempi di primi cittadini riconducibili al centrosinistra schierati in prima fila con la fascia a raduni di partito, ma non lo faccio per non scadere ai livelli toccati dal Pd».

Nel frattempo, con il quesito posto al Ministero dell’Interno dal Prefetto Giorgio Zanzi, la vicenda si sposta a Roma. E Fratelli d’Italia vuole dare battaglia: «Abbiamo mosso i nostri parlamentari La Russa e Frassinetti perché vigilino a Roma: non è escluso che l’interrogazione non la facciano i nostri, a Roma» conclude Martignoni.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 08 marzo 2017
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