Com’è complicato donare! Finisce in polemica la domenica delle monetine

Gennaro Gesuito sostiene che il Comune di Varese rifiuta la donazione, da Palazzo Estense ribattono che donare è semplice. E così i soldi raccolti non finiranno nelle casse comunali

Avarie

Cosa succede se un privato cittadino vuole donare dei soldi al Comune di Varese finalizzandoli ad uno scopo ben preciso? Si tratta di un percorso tortuoso e complicato o di una semplice procedura ben evidenziata sul sito del Comune?

La domanda rappresenta la “coda” dell’ormai nota “Domenica delle monetine“, una manifestazione nata in modo spontaneo su iniziativa dell’arcisatese Gennaro Gesuito, che con il semplice passa parola ha raccolto 373 euro in monetine da 1, 2 e 5 centesimi e, come da programma, voleva destinarle all’acquisto di buoni pasto per i bambini delle scuole materne di famiglie in difficoltà economica.

Gesuito dopo aver contato le monetine le ha portate in banca, commutandole in bigliettoni da 50 euro, e si è messo in moto per effettuare la donazione, contattando diversi uffici comunali: “Non sono bastate le e-mail per richiedere istruzioni per il versamento, e neanche le telefonate con l’ufficio dei servizi sociali. In 18 giorni mi sono sentito dire più volte le faremo sapere,  la richiamiamo noi. Ebbene il Comune rifiuta la donazione, è una vergogna”.

Abbiamo contattato il Comune di Varese per capire se è vero che la donazione è stata rifiutata e quale sia la procedura che un cittadino deve seguire per donare soldi da finalizzare ad uno scopo preciso.

La donazione non è stata rifiutata, e la procedura per versare dei soldi al Comune è molto semplice – ci hanno risposto – basta andare sul sito del Comune trovare l’Iban ed effettuare il versamento sia con bonifico bancario o con bollettino postale,  scrivendo nella causale la destinazione dei soldi donati. Oppure, se non si è pratici con bonifici e pagamenti digitali, si può effettuare un versamento agli sportelli”.

Questa la risposta, che però al signor Gesuito non sta bene: “La causale diventa generica dal momento che faccio il versamento. Io voglio invece che acquistino buoni pasto. Anzi io voglio tramutarli in buoni pasto, come faccio ad essere sicuro che quei soldi vadano in buoni pasto?”.

Ma è possibile destinare del denaro ad uno scopo così specifico? La risposta che ci è stata fornita da chi è addetto alle comunicazioni per conto dell’ente è no, i soldi andrebbero nel bilancio del settore servizi alla persona e dunque servirebbero sicuramente allo scopo ma non verrebbero tramutati fisicamente in buoni pasto da distribuire “brevi manu” alle famiglie bisognose.

Ed è per questo che la donazione di Gennaro Gesuito prenderà un’altra strada: “Ho seguito le loro istruzioni, ma poi sono spariti. E quindi acquisterò io i buoni pasto e li consegnerò personalmente alle famiglie che faranno richiesta”.

Per concludere una considerazione: un cittadino che vuole effettuare una donazione al Comune non dev’essere una cosa che capita tutti i giorni. E quei pochi che vorrebbero farlo, forse, si scoraggiano: sul sito del Comune di Varese, che pure offre indicazioni per ogni tipo di attività, pagamento e pratica, nonostante molti tentativi con le più disparate chiavi di ricerca non siamo riusciti a trovare nessuna indicazione specifica su donazioni ed erogazioni liberali all’ente. Una voce che sarebbe utile aggiungere.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2017