Gay Pride: il Comune chiede di rivedere il percorso

Botta e risposta tra Arcigay e Amministrazione sulle vie coinvolte dalla parata del 17 giugno

Varese Pride 2016

A 90 giorni dal Gay Pride di Varese, che si svolgerà domenica 17 giugno 2017, botta e risposta tra Arcigay, l’associazione organizzatrice e il Comune di Varese sul percorso della parata tra le vie cittadine.

L’amministrazione ha concesso fin da subito il patrocinio, ma in questi giorni l’Assessore ai Trasporti Andrea Civati ha chiesto di rivedere il percorso, escludendo Corso Moro e via Morosini, per evitare l’interruzione del servizio di trasporto ed invitando l’Associazione a concordare insieme un percorso alternativo.

Arcigay risponde con un comunicato stampa chiedendo che il “Patrocinio del comune non sia operazione di facciata”. Nella nota si legge “Il percorso proposto da Arcigay Varese è in attesa di approvazione da ormai cinque mesi ed è in via di modifica da parte della Polizia Locale e dell’assessore ai trasporti Andrea Civati. In un recente tavolo alla quale ha partecipato il presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini, l’assessore ai trasporti Andrea Civati, l’agenzia di trasporto pubblico e Autolinee Varesine, è stato avvisato il Comitato Organizzatore della modifica del percorso inizialmente proposto, che avrebbe dovuto in origine partire da Via Sacco per poi attraversare Corso Moro, Via Vittorio Veneto, Via Morosini, Via Milano, Via delle Medaglie D’oro, Piazza Repubblica, Via Manzoni per poi arrivare in Piazza Monte Grappa, sede della manifestazione finale. La modifica è dovuta per non interrompere il trasporto pubblico locale, eventualità riconosciuta da ottobre solo al Carnevale Bosino e alla Tre Valli Varesine e prima a tantissimi altri eventi. Tuttavia, il Comitato Organizzatore non capisce perché esistano eventi di serie A e eventi di serie B, con quali criteri oggettivi siano state scelte solo queste due manifestazioni al posto di altre e inoltre si fa presente che il corteo avrebbe occupato al massimo per un’ora la via interessata dal Trasporto Pubblico Locale, così come è stato l’anno scorso quando il corteo ha attraversato la zona attraversata dalle linee urbane e extraurbane su decisione della Questura”.

In un post pubblicato su Facebook da Andrea Civati scrive: “Non ho chiesto di non fare il corteo. Ho chiesto di tralasciare corso Moro e via Morosini. Sarò il primo a partecipare al Pride: propongo solo una posizione equilibrata che accontenti sia i cittadini che vogliono muoversi in pullman sia i tanti che parteciperanno alla manifestazione” ha scatenato reazioni differenti che vedono parte dei cittadini a favore delle decisioni comunali e parte invece sostenitori del Gay Pride.

L’associazione nel comunicato inoltre chiede di appendere una bandiera arcobaleno scrivendo che “L’amministrazione si è rifiutata di appendere una bandiera arcobaleno, fornita gratuitamente dall’associazione senza alcun logo o scritta in un punto della città in occasione della giornata contro l’omofobia e durante la Pride Week e la parata finale del Varese Pride e non è stata fornita alcuna motivazione sul diniego: l’unica motivazione fornita è quella che su Palazzo Estense non possono esserci altri simboli oltre alle bandiere “classiche” (bandiera italiana, dell’Unione Europea e quella comunale). La motivazione è ineccepibile: tuttavia, l’associazione aveva richiesto di mettere la bandiera in un qualsiasi punto visibile e centrale della città, non necessariamente su Palazzo Estense. La possibilità di mettere la bandiera in altri punti è stata al momento esclusa e non sono state fornite motivazione in merito al rifiuto. La questione, che apparentemente può sembrare marginale, è invece per noi rilevante: la bandiera arcobaleno è un simbolo inequivocabile della comunità LGBTI* e in molti Paesi viene ancora osteggiata con forza”.

Una soluzione di dovrà trovare e le parole di Luca Paris, segretario cittadino del PD, a commento del post di Facebook lasciano intendere che c’è spazio per il dialogo: “Credo che ci sia tutto lo spazio ed il tempo per trovare un punto d’ incontro tra amministrazione ed organizzatori che possa soddisfare l’interesse pubblico e la buona riuscita dell’evento. Occorre lavorare per questo risultato”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 marzo 2017
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