Giada, inizia il processo e il pm chiede il carcere

I compagni di classe della 17enne uccisa mentre camminava sulle strisce pedonali manifestano davanti al palazzo di giustizia

E’ iniziato questa mattina, martedì 21 marzo, il processo con il rito abbreviato contro Flavio Calogero Jeanne, il 24enne di Varese che il 14 settembre scorso investì e uccise, sulle strisce pedonali, la 17enne Giada Molinaro in viale dei Mille.

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In tribunale, fin dalla prima mattina, erano presenti i compagni di classe di Giada con uno striscione in cui hanno scritto che vogliono giustizia per la morte dell’amica. “Siamo qui per stare vicini alla famiglia – racconta una compagna che fa da portavoce – abbiamo avvisato la scuola che, oggi, ci saremmo assentati e saremmo venuti in tribunale. Abbiamo deciso di scrivere lo striscione non per protestare, ma per esprimere solidarietà”.

I giovani hanno posizionato il manifesto sull’asfalto, davanti al palazzo di giustizia. All’interno, nel frattempo, alle 9 e 30 i parenti di Giada e gli avvocati sono entrati nell’aula dell’udienza preliminare dove doveva iniziare il processo davanti al giudice Alessandro Chionna.

In aula c’è stato un colpo di scena. L’avvocato difensore, Alberto Talamone, ha dichiarato l’adesione allo sciopero della categoria, facendo slittare l’udienza a martedì prossimo alle ore 15. Ma il pm, Massimo Politi, ha reagito chiedendo al Gip di valutare l’aggravamento della misura cautelare nei confronti del giovane imputato, che oggi si trova agli arresti domiciliari. Secondo la procura, Flavio Jeanne è un assuntore abituale di sostanze stupefacenti e potrebbe profilarsi il rischio di una fuga da casa, e di una reiterazione dello stesso reato, se prendesse un’auto e circolasse liberamente.

Il giudice si è riservato la decisione, ma in serata ha deciso di rigettare la richiesta e confermare i domiciliari. 

Il padre di Giada, Pasquale Molinaro, commenta: “Sono d’accordo con la richiesta del pubblico ministero, non stiamo parlando di un errore qualsiasi, ma di un fatto molto grave per cui questo ragazzo da tempo si trova ai domiciliari. L’atteggiamento della difesa oggi non mi è piaciuto. L’imputato non è nemmeno venuto in aula”. Giada

Gli avvocati difensori, tuttavia, ribattono che il clima intorno a questo processo si sta surriscaldando e potrebbero valutare, nella prossima udienza, una richiesta di spostamento del dibattimento ad altra sede.

L’imputato è accusato di omicidio stradale, con l’aggravante di aver fatto perdere le proprie tracce dopo l’incidente. Potrà beneficiare, probabilmente, di uno sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato. La famiglia teme che possa avere una pena troppo bassa e per questo ha deciso di rinunciare al risarcimento che l’assicurazione aveva proposto e che secondo l’avvocato di parte civile, Corrado Viazzo, ammontava a circa 1 milione di euro.

Non vogliono, i genitori di Giada, che vi siano attenuanti che possano diminuire l’eventuale pena. Pasquale Molinaro e Stefania Marzano, seppur molto provati, hanno presenziato in aula.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2017
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