Il film “Due Soldati” per ricordare le vittime delle mafie

Il film di Marco Tullio Giordana è stato proiettato alla Statale di Milano in occasione della XII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

Marco Tullio Giordana

Il 21 Marzo 2017, in occasione della ventiduesima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Rai Radiotelevisione Italiana ha reso omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita a causa di azioni di criminalità organizzata, attraverso la proiezione in anteprima del film “Due Soldati” di Marco Tullio Giordana, regista de “I cento passi”, “La meglio gioventù”, “Lea” : capitoli di quella che la direttrice di Rai Storia, Eleonora Andreatta ha definito una lunga storia di ribellione, riscatto e giovinezza.

La commemorazione è stata introdotta dal rettore Gianluca Vago che ha sottolineato l’impegno de La Statale di Milano nella sensibilizzazione degli studenti ai temi riguardanti la criminalità organizzata e la responsabilità che l’università ha in questo processo di formazione ed informazione. L’università è infatti , come sostenuto da Giordana stesso, l’ unico luogo rimasto ad occuparsi dei giovani.

“Due Soldati”: un racconto delicato, su tematiche scomode, così lo ha definito Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in collegamento telefonico proprio da Locri, che ha elogiato il grande cinema di Giordana perché capace di capire i rapporti sociali e di ricercare la verità e la giustizia : ciò di cui hanno bisogno le migliaia di persone scese in piazza a Locri e in tutta Italia. Perché tutta l’Italia deve sentire, secondo il presidente di Libera, che la mafia non è un mondo a parte, ma oggi, più che mai, è parte integrata del nostro mondo e soprattutto della nostra mentalità.

Per questo la docente di Sociologia della criminalità organizzata dell’Università degli studi di Milano, Ombretta Ingrascí ha sottolineato l’importanza della conoscenza di queste tematiche per gli studenti universitari: perché la mafia dispone di un alto capitale culturale servendosi di professionisti (ingegneri, avvocati, medici) che si formano proprio nelle università.

L’intervento di Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai, si è poi concentrato sul tema della responsabilità e su come i sogni, in particolare delle giovani generazioni, se vissuti intensamente, possano diventare responsabilità e quindi capacità di cambiare le cose. Ognuno di noi deve trovare il coraggio di tenere gli occhi e la bocca aperta, come ha sostenuto la coordinatrice di Libera, Lucilla Andreucci: il coraggio di indignarsi e di non abbassare la testa.

L’introduzione al film si è poi conclusa con le parole del regista stesso che, desideroso di avere un primo riscontro con il pubblico, ha espresso il proprio desiderio di trasmettere emozioni attraverso le sue opere, di trasportare lo spettatore in luoghi dove mai andrebbe e di trasmettere valori civili e morali, perché il cinema è esempio e questo film è la testimonianza della possibilità di costruirsi un’alternativa ad un destino che sembra segnato. Il destino di due soldati: Enzo, soldato italiano che muore in Afganistan lasciando vedova la fidanzata a pochi giorni dal matrimonio, e Salvatore, giovane ragazzo che lavora per la camorra e che , dopo essersi ferito, si rifugia nella casa dove Enzo e Maria sarebbero dovuti andare ad abitare. Proprio Maria, che unisce i destini dei due soldati, aiuterà Salvatore a scegliere una strada alternativa e a non morire come soldato della criminalità organizzata.

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Pubblicato il 22 marzo 2017
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