Il manager è vitale per le imprese in rete

La Lombardia e Milano si confermano i territori più capaci di collaborare con il 25,3% e il 14,2% dei contratti di rete. L’arma vincente è spesso la figura del manager di rete

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«Il manager di rete è la figura determinante per attuare il programma di rete. È preferibile una figura esterna alle aziende coinvolte per garantire imparzialità nel coordinamento e governo della rete. Le reti nate grazie all’help desk di Confcommercio Lombardia testimoniano come il manager di rete sia ancor più fondamentale per quelle orizzontali, ovvero composte da imprese potenzialmente concorrenti».  A parlare è Giovannna Mavellia, segretario generale Confcommercio Lombardia Imprese per l’Italia, durante il convegno organizzato da Manageritalia Milano e Obiettivo 50 con Confcommercio Lombardia.

Le reti di imprese hanno ancora ampi spazi di crescita. Negli ultimi 8 mesi le imprese coinvolte in contratti di rete, nate per legge nel 2009, hanno fatto il boom aumentando del 17% in Italia, dell’11% in Lombardia e del 10% a Milano. A gennaio 2017 in Italia i contratti di rete sono 3.248 (823 Lombardia, 461 Milano) e le imprese in rete 16.898 (2.831 Lombardia, 943 Milano). Di fatto, però, le imprese coinvolte in contratti di rete oggi in Italia sono solo 3 su mille.

«Secondo un’indagine realizzata a livello nazionale da Manageritalia e Obiettivo 50 su 92 contratti di rete attivi che coinvolgono 460 aziende – ha detto Roberto Saliola, responsabile Manageritalia del progetto Reti di Impresa – solo il 49% delle reti di impresa in Italia ha un manager di rete (70% in Lombardia). E il manager di rete serve proprio per garantire, oltre a governabilità e imparzialità, quelle condizioni di gestione e cultura manageriale indispensabili per aumentare competitività, internazionalizzazione e dimensione».

Un contratto di rete su 4 è stipulato in Lombardia e 1 su 7 a Milano. Mentre le imprese coinvolte nei contratti di rete in Lombardia e a Milano sono rispettivamente il 16,8% e il 5,6% del totale, in linea con la distribuzione territoriale delle aziende.  A livello Lombardo a Milano (461 contratti e 943 imprese) seguono Brescia (172  e 419) e Bergamo (157 e 334). Per numero di imprese vengono poi Lecco con 244, Monza e Brianza con 163, Varese con 146  e Como con 142.

Guardando ora ai dati nazionali a maggio 2016 (ultimo dato disponibile), su 15.704 imprese coinvolte in contratti di rete subito dietro la Lombardia (2.659 si piazza la Toscana con 1.561 aziende. Sull’ultimo gradino del podio c’è l’Emilia Romagna, con 1.534. Seguono il Veneto (1.413), il Lazio (1.355), la Puglia (957), la Campania (858), il Piemonte (812), l’Abruzzo (809) e, per chiudere la top ten, il Friuli Venezia Giulia (693).

«Guardando al futuro – ha sottolineato ancora Mavellia – dobbiamo diffondere maggiormente la conoscenza del contratto di rete e delle sue potenzialità e opportunità. Serve poi che le imprese in rete abbiano defiscalizzazione degli utili, un rating premiante dagli istituti di credito e premialità nei bandi regionali, statali, europei».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2017
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