La scultura di Pugliese a Imago Art Gallery

Lo spazio espositivo propone una mostra in contemporanea a quella in corso presso la Porta di Milano, al Terminal 1 dell'aeroporto di MIlano Malpensa

Arte - Mostre

E’ rimasta una sola settimana per vedere nel cuore di Lugano, da Imago Art Gallery, la mostra personale di un artista molto significativo del panorama contemporaneo nazionale ed internazionale: lo scultore milanese Matteo Pugliese. L’esposizione, non ampia ma molto significativa, è associata, con il medesimo titolo “Spiriti ostinati”, alla mostra in corso presso la Porta di Milano, al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa, grazie ad una sinergia tra l’artista, la Gelleria e SEA.

Pugliese, che è già alla terza mostra personale a Lugano, è molto particolare oltre che per la sua spiccata capacità tecnica scultorea, che lo fa brillare attraverso l’utilizzo di molti e diversi materiali, dal metallo, al bronzo fino al marmo, è particolare dicevo per i suoi soggetti singolari, che possono macroscopicamente essere suddivisi in tre categorie principali.
Il primo gruppo è quello degli “Extra Moenia” (cioè “fuori dalla cinta muraria”), come li definisce l’artista: sculture che possono ricordare in una qualche misura, anche se con un significato diverso da quello michelagiolesco, i famosi Prigioni custoditi alla Galleria dell’Accademia di Firenze. La ‘prigionia’ di Pugliese non sta però nell’incompiutezza della forma, come per le celeberrime opere fiorentine: qui è il volume ad essere incompiuto perché le opere sembrano provenire da un’altra dimensione e, spuntando dalla parete, mettono in evidenza, con la loro plasticità, la grande abilità tecnica dell’artista. Un primo indizio di Pugliese come artista di confine, anzi del Confine.
Altra serie è quella dei guerrieri, o Guardiani, come li definisce l’autore. E’ un soggetto molto particolare questo, che tutto sommato, così come anche per i Moenia, è di confine. Sono guerrieri che hanno sostanzialmente sempre una fisionomia orientaleggiante, quindi potrebbero avere un significato solare; in questa speculazione potrebbe aiutare molto l’opera più strana esposta a Lugano, proprio della serie Guardiani: “Custode della Luce” (2015), è un guardiano in marmo nero. Apparentemente è un’opera astratta, ma a guardarlo bene ricorda un rapace ben noto alla mitologia nordafricana, per non dire mediterranea. E se si volesse trovare un nesso diretto con i miti latini, si potrebbe pensare all’antica leggenda ricordata dall’antropologo scozzese James Frazer nella sua opera più famosa: l’antica storia del Re del bosco di Nemi, sulle rive dell’omonimo Lago laziale, detto anche Speculum Dianae; per passare il Confine del Santuario di Diana bisognava prima uccidere il Guardiano. Ecco, piace pensare che i guardiani di Pugliese siano questo, o che somiglino a questo.
Poi, per chiudere il cerchio, c’è anche la terza categoria di soggetti artistici, esposti in passato da Imago, ma non presenti in questa mostra: i coleotteri giganti, o forse meglio dire gli Scarabei. Bellissimi, coloratissimi, non lasciano intendere, ad una prima lettura, il significato solare, astronomico, che che possono assumere nella cultura del Mare Nostrum.
Certo non sappiamo dove Pugliese voglia arrivare o significare fino in fondo dentro di sé, ma c’è una bellissima opera in marmo bianco, esposta da Imago, che dà un suggerimento importante: “Segreto” (2016), è un opera che invita al silenzio.
Non ci si sbaglia molto a pensare che quello di Pugliese sia un tentativo di arte sacra e, in ogni caso, di sicuro non c’è niente di profano nella sua scultura.

 

Imago Art Gallery
Via Nassa 62
Lugano (Svizzera italiana)
www.imago-artgallery.com

Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18. Il sabato dalle 10 alle 17

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Pubblicato il 03 marzo 2017
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