Le rondini cercano casa, Varese risponde

Nel convegno "Architetture e fauna selvatica" Lipu Varese porta quattro esempi concreti di come l'edilizia responsabile sia amica degli animali

La casa delle rondini

Architettura bird-friendly per ridurre gli impatti mortali sulla fauna selvatica in edifici e infrastrutture: se ne parla oggi, 10 marzo, nel convegno di Livorno

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Rapaci, passeri e rondini, ma anche anfibi, pipistrelli e altri piccoli mammiferi. Sono centinaia di milioni le vittime ogni anno degli impatti contro edifici e infrastrutture: questi i temi affrontati oggi venerdi 10 marzo nel corso del convegno di Livorno ‘Architetture e fauna’.
Al convegno partecipa anche Lipu Varese, presentando una relazione sul tema legato alle ristrutturazioni in edifici pubblici e privati, proponendo soluzioni per tutelare la presenza di rondini e rondoni, specie particolarmente legate all’uomo dato che nidificano nei sottotetti.

La relazione, curata da Lorenza Castiglioni (architetto), Costante Cavallaro (delegato Lipu Gallarate), Gianfranco Gorla (delegato Lipu Varese), Stefania Villa (giornalista), prende le mosse dalla Delibera salva-rondini e approfondisce quattro casi di edilizia bird-friendly attuata in provincia di Varese a tutela dei rondoni: verranno presentati infatti i casi del Comune di Jerago con Orago che proprio nella sede comunale ha una torretta rondonaia per la quale ha contatto Lipu Varese per eseguire il monitoraggio dei nidi, il campanile di Gallarate, che grazie a un intervento dell’architetto Luini ha fatto si’ che la presenza dei rondoni venisse tutelata durante i lavori di restauro, e due casi di ville private a Gallarate e Tradate, con interventi specifici per garantire la presenza dei rondoni, specie protette in Italia e utili nella loro veste di insetticidi naturali.

Queste e altre soluzioni possibili per mitigare il problema crescente di un’edilizia urbana sempre piu’ in espansione e che rischia di danneggiare in modo grave il patrimonio di biodiversità nel nostro Paese (così come quello globale) sono il focus del convegno nazionale Architetture e fauna, che la Lipu organizza con l’Autorità Portuale di Livorno venerdi 10 marzo alla Fortezza Vecchia di Livorno.

Le direttrici lungo le quali si svilupperanno le relazioni degli esperti (programma completo su www.lipu.it) saranno essenzialmente tre. La prima riguarda l’utilizzo degli edifici come habitat da parte degli animali selvatici: rapaci diurni e notturni, rondini e rondoni, passeri, pipistrelli. La seconda è la mitigazione delle “trappole involontarie” dove cadono vittime gli uccelli, gli anfibi e i micromammiferi: vetri e pannelli trasparenti, canne fumarie, vasche, canali e strade. La terza è quella della gestione degli uccelli cosiddetti “problematici” quali il piccione di città e il gabbiano reale.

I molti e qualificati interventi del convegno – dichiara Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu – ci suggeriranno la strada, dalle tecniche di restauro al tema della connettività ecologica, dalla gestione delle situazioni “problematiche” alla convivenza con specie preziose, il cui destino dipende anche dal modo in cui progettiamo la città e costruiamo gli edifici e, dunque, anche dall’architettura”.

Il convegno, che vanta il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, della Provincia di Livorno, del Comune di Livorno, del Consiglio nazionale degli Architetti Ppc, della Federazione Architetti Ppc Toscani e dell’Ordine Ingegneri Livorno, si rivolge a una pluralità di soggetti quali progettisti, imprese edili, enti pubblici, soprintendenze di archeologia, belle arti e paesaggio, società di gestione autostradale, produttori di vetri per edifici e poi ornitologi, faunisti ed ecologi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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