Le “sorelle di Shakespeare” alla conquista del mondo dell’arte

Al Melo, nell'ambito di Filosofarti, sono andate in scena le storie di donne che hanno sfidato il monopolio maschile sul arte e teatro

STORIE DELLE SORELLE DI SHAKESPEARE AL MELO

Martedì primo marzo, alle ore 15.30, in sala Dragoni, presso il Melo, a Gallarate ha avuto luogo lo spettacolo teatrale: “La strana storia della (quasi) sorella di Shakespeare”, inserito all’interno del ricco programma di Filosofarti 2017, il festival che si è chiuso questo fine settimana. Il testo, di Valeria Palumbo, è incentrato sul rapporto tra donne e letteratura nell’epoca di Shakespeare.

Lo spettacolo è introdotto dalla lettura di un brano tratto da “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf (a cui il titolo è ispirato). Durante lo spettacolo si intrecciano le biografie e i testi di varie donne, tutte contemporanee al bardo, che rendono idea di come, in quei tempi, rappresentasse uno scandalo per una donna una vita letteraria o teatrale (basti pensare che, quando scriveva Shakespeare, i ruoli femminili venivano svolti da attori uomini), ma anche di come diverse scrittrici cercarono di emergere nel mondo artistico, una tra tutte Aphra Behn: prima donna inglese che riuscì a vivere di letteratura.

Le parti recitate, interpretate da Sonia Grandis, Paola Salve e Valeria Palumbo, sono state intervallate dalle esecuzioni di diversi brani, che hanno spaziato da “Greensleeves” ai più moderni Beatles, eseguiti da Walter Rotondo e da Carlo Rotondo. Il lavoro, frutto di una mirabile ricerca storica, ha catturato l’attenzione del pubblico della sala Dragoni riuscendo a parlare di questa triste tematica ma anche a strappare, grazie alla sua struttura dinamica, una risata agli spettatori.

Questo articolo rientra nel progetto del Social Team di [OC] Officina Contemporanea, la rete per la cultura a Gallarate

Pietro Maurino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2017
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