Lega: “Vinciamo le elezioni e mettiamo alla porta i profughi”

Il capogruppo Fratus chiede chiarimenti al Comune sulla gestione dei richiedenti asilo alla Barbara Melzi. Il senatore Candiani presenta un'interrogazione parlamentare

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«La sezione tradatese della Lega Nord, che non ha nascosto fin da subito le sue critiche e la sua contrarietà all’ospitalità di richiedenti asilo sul territorio cittadino, chiede ora maggior chiarezza in merito alle persone ospitate presso la struttura di via Melzi». Il capogruppo consigliare della Lega Nord, Davide Fratus, chiede chiarimenti all’amminsitrazione comunale sulla gestione dei richiedenti asilo ospitati nella struttura della Barbara Melzi, gestita in autonomia dalla Croce Rossa Italiana. Da poco più di un anno, l’edificio ospita circa un centinaio di richiedenti asilo. Questa la mappa dei rifugiati presenti in provincia di Varese al novembre scorso:

La Lega, però, attacca l’amministrazione comunale tradatese: «Progetto annunciato con le fanfare e seppellito nel silenzio! L’arrivo dei primi 60 giovanotti nella nostra città è stato presentato dall’amministrazione Cavalotti con tutti i crismi, di fronte al mondo associativo tradatese, con foto e grandi elogi ai neo-arrivati. A distanza di un anno e mezzo e avendo verificato un comportamento non sempre irreprensibile da parte degli ospiti, la permanenza a Tradate degli stessi è stata posta sotto ad un imbarazzato silenzio – prosegue Fratus -. L’amministrazione di sinistra non dà risposte nemmeno in merito ad eventi di violenza verificatesi nella nostra città e che hanno riguardato i richiedenti asilo. Persino di fronte a richieste poste da consiglieri comunali, Sindaco e Giunta cercano di far passare in silenzio le accuse di razzismo ed omissione di soccorso rivolte al corpo della polizia locale ed alla cittadinanza tutta. La sezione leghista si riferisce evidentemente al malore occorso ad un richiedente asilo in piazza Mazzini, nell’estate dell’anno scorso, quando una conoscente dello stesso aveva accusato i due vigili intervenuti ed i Tradatesi di razzismo».

«Riscontro tanta ipocrisia e patetico buonismo nel comportamento degli amministratori di sinistra, che condividono questa scellerata politica d’accoglienza intrapresa dai governi Renzi e Gentiloni – prosegue il capogruppo Fratus – oggi preoccupati solo dai diritti dei gay e dei “migranti”, come a loro piace chiamarli. I sindaci di sinistra stanno trasformando le nostre città in grandi centri d’accoglienza».

Il senatore della Lega, Stefano Candiani, ha inoltre presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e della Giustizia, per conoscere il numero complessivo dei richiedenti protezione internazionale presenti a Tradate, i dati relativi all’accoglimento e al rigetto delle richieste ed i costi di questa operazione.
«Sono ancora in attesa di una risposta precisa da parte del Governo – dichiara il senatore – ma informazioni informali mi dicono che dei 126 ospiti ne sono rimasti poco più di un’ottantina. Sapendo che nessuno degli ospiti tradatesi sia stato colpito da un provvedimento di espulsione dal paese, mi domando che fine abbiano fatto i rimanenti. Mi risulta, inoltre, che a non più di 3 o 4 di queste persone sia stato effettivamente riconosciuto lo status di rifugiato, quindi i tradatesi stanno pagando costi sociali ed economici enormi per mantenere sul nostro territorio nuovi disoccupati stranieri, con una sperequazione sociale incredibile nei confronti dei nostri anziani, dei disabili e delle famiglie tradatesi più bisognose. Questi sono i risultati del perbenismo tipico della sinistra italiana e, in particolare, del PD!»

Non manca quindi il riferimento alle prossime elezioni amministrative: «Quando la Lega Nord tornerà al governo della città – promettono dalla sezione tradatese del Carroccio – l ’attenzione dell’amministrazione comunale tornerà rivolta ai cittadini tradatesi e verrà messo alla porta chi non ha diritto di rimanere a bighellonare a spese dei lombardi sul nostro territorio. La Lega Nord non intende in alcun modo appoggiare la speculazione finanziaria che si nasconde dietro questo tipo d’accoglienza, con affari d’oro per coloro che si occupano di ospitare i richiedenti asilo, che nella stragrande maggioranza dei casi sono “finti profughi”».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2017
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