L’Europa riparta dalle sue origini

In apertura della sessione del Consiglio regionale dedicata all'Unione europea, il presidente Cattaneo ha elencato i problemi ma anche i grandi benefici ottenuti in 70 anni

raffaele cattaneo

«Siamo pronti a sopportare la forte inflazione che l’uscita dall’euro procurerebbe? Siamo pronti a rinunciare ai voli low coast, al roaming a costo zero, al progetto Erasmus, ai confini aperti e ai tanti vantaggi dell’unificazione?» Lo ha chiesto questa mattina, martedì 28 marzo, il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo in apertura della sessione consiliare europea.

Il Presidente non ha lesinato critiche all’Unione troppo burocratica e centralista: « Eppure sono e resto europeista -ha commentato – convinto in questo dai benefici che l’unificazione ha portato a tutti i cittadini dell’Unione, che pure in questo momento dimostrano disaffezione e una sfiducia dilagante. Ricordo allora innanzitutto i 70 anni di pace, la libertà di movimento e di circolazione, i 2,6 miliardi di risorse trasferite alla Lombardia per il suo sviluppo».

«Non si riflette abbastanza -ha proseguito – su alcuni numeri. Per esempio, che dal 1960 ad oggi il pil pro capite europeo è cresciuto del 33% in più rispetto a quello degli Stati Uniti. Oppure che, come Lombardia, esportiamo per 110 miliardi e importiamo per 115 miliardi»

«Dobbiamo cambiare l’Europa -ha concluso Cattaneo- partendo dalle origini, dalla spinta ideale dei padri fondatori che pensavano a un’Europa dei popoli. E tocca alle Regioni costruire un’Europa alternativa al centralismo e alla burocrazia, un’Europa che ritrovi la sua anima. E’ questo il compito storico che le Regioni e le autonomie devono assumersi: non abbiamo il diritto di rubare ai giovani il sogno di un’Europa diversa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 marzo 2017
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