L’istituto musicale Puccini aumenta l’offerta. Verso la statizzazione

Dal Ministero dell'Istruzione e Ricerca è arrivato il via libera a otto nuovi insegnamenti universitari: un passaggio importante anche nel percorso verso il passaggio dell'Istituto allo Stato. La questione della sede

gallarate generico

Cresce l’offerta del Puccini, con nuovi insegnamenti di livello universitario, che saranno attivati presso l’istituto musicale di Gallarate, uno conservatorio in provincia.

Per presentare il risultato ottenuto è intervenuto il presidente del Puccini, Francesco Saverio Borrelli: «Con due distinti Decretl 20 dicembre e 7 febbraio il Miur ha autorizzato ben 8 nuovi corsi di livello universitario . È un riconoscimento che è testimonianza del rilievo didattico dell istituto Puccini: dietro ad un ampiamento così significativo degli insegnamenti c’è stata indubbiamente una valutazione positiva».

Il Puccini garantisce oggi «6 corsi accademici triennali, che diventeranno 14 con i nuovi, e 5 nel biennio» ricorda Sergio Gianzini, direttore del Puccini. L’offerta dell’istituto di via Volta è però più ampia:«Dai 7 agli 11 anni la propedeutica, dagli 11 ai 19 i corsi preaccademici, dai 19 anni in su  i trienni e bienni». «Abbiamo una popolazione scolastica che va dai 7 ai 30 anni, compreso chi frequenta la doppia Università, grazie alla possibilità di frequentare facoltà artistiche mentre si frequenta un’altra facoltà. Abbiamo 155 studenti tra 7 e 30 anni, da Lombardia, qualcuno dal Piemonte, qualcuno da Reggio Emilia».
Borrelli – già presidente del Conservatorio di Milano, nominato al Puccini nel 2012, poi rinnovato per un ulteriore mandato – ha ricordato la lunga tradizione di Gallarate («ha un passato remoto importante, nel Rinascimento i cantori frequentavano dimore signorili e cappelle milanesi) rinnovata negli anni Settanta-Ottanta dalla creazione del Puccini, ha rimarcato le collaborazioni attivate – mediante convenzioni – con l’aeroporto di Malpensa, con i licei musicali di Varese Manzoni e Busto Crespi, ma anche con l’istituto musicale di Monza.

L’attivazione dei nuovi insegnamenti universitari è anche un passaggio importante nel percorso verso la statizzazione, il passaggio dell’Istituto sotto lo Stato, che assicurerebbe risorse costanti, sgravando il Comune da un impegno economico significativo (e a beneficio di un territorio ben più ampio della sola città di Gallarate). «Di certo un istituto con 14 insegnamenti avrebbe più possibilità di statizzazione, mentre uno con meno insegnamenti sarebbe probabilmente accorpato ad altro conservatorio» spiega ancora Borrelli.

Resta poi una questione importante in prospettiva, quella della sede. La bella villa Majno – risalente al 1905, coeva di tante altre dimore del “quartiere liberty” vicino a Corso Sempione – è «una sede affascinante e interessante, purtroppo con problemi di manutenzione». Vincolata dalla Sopraintendenza, la villa non consente interventi di insonorizzazione e la coabitazione di diversi utenti e strumenti potrebbe rivelarsi problematica, ora che vengono attivati anche nuovi corsi. Il Comune aveva previsto l’alienazione, ma ha dovuto fare un passo indietro, nonostante fossero state fatte alcune ipotesi per una sede alternativa per l’Istituto: «Alcune soluzioni erano un po’ grandiose, ma accrescimento degli spazi comporta anche crescita di spese: per questo va bene l’attuale sistemazione, magari arricchita dalla vecchia casa del custode» spiega ancora Borrelli. Si tratta di un edificio che fa parte del complesso, fronteggiato da un minuscolo giardino oggi completamente abbandonato, «di tanto in tanto occupato da senzatetto»: «sarebbe opportino un recupero con insonorizzazione, consentirebbe di ospitare insegnamenti come percussioni, canto e coro». Una richiesta che è stata già portata all’attenzione dell’amministrazione comunale.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2017
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