Lorenzo Balice presenta Gospel. “Il lago è il nostro folk”

Il cantautore presenta il nuovo progetto discografico registrato alla Sauna Recording. Mercoledì 15 live al Magnolia e venerdì streaming del disco su Rolling Stone Italia

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Dieci canzoni serrate, dal sound blues e rock, con melodie a tratti soul, influenzate dai Black Keys, da Jack White, ma anche da Neil Young e dalla black music. Aggiungeteci riff potenti e chitarre fuzzate, tastiere anni ’70 e testi viscerali ed eccovi il nuovo progetto discografico di Lorenzo Balice. (foto sopra di Raffaella Fidanza)

Il cantautore di Luino torna sulle scene musicali con “Gospel”, un lavoro nato tra le sponde del lago Maggiore ma che ha tutte le caratteristiche per arrivare lontano. Anticipato dal brano “LampoFulmine”, è “marchiato” Costello’s e verrà presentato dal vivo mercoledì sera (15 marzo) al Circolo Magnolia, in apertura del concerto dei Management del Dolore Post Operatorio. Venerdì invece (10 marzo), sarà possibile ascoltare l’album in streaming, sul sito di Rolling Stone Italia. «E’ una bella partenza, ci stiamo preparando e organizzando molto, cerchiamo di rendere minore l’impatto emotivo che può avere una data live così importante» spiega Lorenzo.

Fino ad ora vi conoscevamo come Il te degli Orsi, perchè avete cambiato nome?
«Quest’ultimo progetto è stato l’evoluzione naturale del precedente. Volevamo un nome più incisivo ed immediato che raccontasse questo cambiamento e la nostra anima. Il genere gospel infatti, è quello che più di altri racconta il dialogo tra l’uomo e un’entità superiore e i testi di questo disco indagano l’esperienza dell’essere umano».

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Per la produzione artistica avete collaborato con Marco Ulcigrai (Il Tringolo, I Ministri ndr). Quanto è stato importante il suo lavoro?
«La sua collaborazione è stata fondamentale, è diventato il quinto elemento della band. Il suo punto di vista è stato una “ventata di aria fresca”, sia per i suoni che per gli arrangiamenti. All’inizio è stato traumatico vedere qualcuno stravolgere le canzoni ma, senza questo stimolo, l’album non avrebbe la sostanza che ha. Oltretutto ci legano anni di amicizia e questa esperienza ci ha unito di più».

Come nascono i testi dell’album?
«Per me scrivere rappresenta una sorta di esorcizzazione delle cose, delle emozioni, della vita vissuta. L’ultimo album contiene testi scritti dal 2010 al 2015 e sono una sorta di “diario di bordo”. Mi piace indagare nell’animo umano e nel suo rapporto con qualcosa di superiore. Ci sono molte citazioni e metafore, io definisco i miei testi “succhi di emozioni”»

Abitare in un piccolo paese sul lago, chiuso tra le montagne, secondo te influenza in qualche modo le cose che fai?
«Sì, penso che dia una spinta diversa a livello di ispirazione. Vivere in questi posti significa essere influenzati da quello che ti circonda, dall’aria che respiri, dai paesaggi della montagna, dall’esperienza delle camminate nei boschi. In particolare, Luino, è chiusa a 360° e credo che questo influisca anche sull’anima, in positivo e in negativo. Abbiamo una spinta diversa, non dico più bella o più brutta rispetto ad una band milanese per esempio, ma diversa. In fondo, il lago è il nostro folk».

Questo album è stato registrato alla Sauna Recording ed è uscito poco dopo la scomparsa di Cajo e avete deciso di dedicarlo a lui 
«Sapevamo che questo disco poteva essere registrato solo da lui, per le idee che avevamo in testa, per i suoni che volevamo. La sua perdita è sconcertante dal punto di vista umano, per noi e per le tante persone che lo hanno conosciuto ed è scioccante dal punto di vista culturale. Sono certo che non sarà possibile trovare un altro posto con lo stesso valore emozionale e sarà dura trovare persone con cui poter costruire un rapporto umano e professionale così sincero come succedeva con lui».

Della copertina del disco invece, cosa ci puoi raccontare (è di Giamma Gallicchio ndr)?
«E’ nata così, nessuno sa bene cosa rappresenti. A me porta in una palude dell’Alabama in una puntata di True Detective ma ad altri, potrebbe portare altrove».

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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