Lucchina: «Un atto di arroganza istituzionale”

Così il gruppo consiliare "Per Gavirate, Groppello, Oltrona e Voltorre" dopo l'ultimo consiglio comunale in cui la minoranza ha abbandonato la seduta

gianni lucchina confesercenti

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Gruppo Consiliare per Gavirate, Groppello, Oltrona e Voltorre, di minoranza, con la quale viene spiegata nel dettaglio la motivazione che ha spinto i consiglieri ad abbandonare la seduta senza partecipare ai lavori e alle deliberazioni.

Nel corso della seduta di giovedì 2 marzo il Consiglio Comunale di Gavirate ha approvato il nuovo statuto con la presenza dei soli Consiglieri di maggioranza,
Il nostro Gruppo Consiliare ha deciso di abbandonare l’aula non partecipando alla discussione e alla votazione con la formale e sostanziale motivazione di voler denunciare con forza questa scelta di arroganza istituzionale da parte dell’Amministrazione che in questo modo se ne è assunta piena responsabilità morale e legislativa nei confronti dei cittadini.

L’approvazione dello Statuto Comunale è un atto di importanza fondamentale, lo statuto è la Costituzione di un Comune, regola lo stare insieme di una collettività, il funzionamento degli organi di governo locali, le modalità di partecipazione dei cittadini, le forme di collaborazione e i rapporti tra il Comune e il mondo associativo che opera sul territorio comunale.

Nella stragrande maggioranza dei Comuni che hanno affrontato questo passaggio normativo è stata nominata una commissione paritetica e spesso è stata affidata la Presidenza alla minoranza.

Sarebbe bastato ben poco per coinvolgere, fin dall’inizio dei lavori, il gruppo di minoranza e gli altri corpi sociali. Si poteva, ad esempio, impegnare i Capigruppo e lo stesso Sindaco con il supporto del Segretario Comunale, che come tutti sanno è il Segretario Comunale, e non della maggioranza, alla stesura congiunta del nuovo statuto.

Ci verrà contestato ovviamente che avremmo potuto discutere il lavoro presentato questa sera in Consiglio, presentando emendamenti ecc., ma non è questo il punto: la stesura dello Statuto avrebbe dovuto essere un atto condiviso, con un testo scritto insieme; invece ci è stato chiesto di prendere atto ed emendare un testo formulato da una sola parte politica.

Riteniamo sbagliata questa scelta decisionista: le regole dello stare insieme vanno scritte assieme. E’ come se in un campionato di calcio le regole le scrivesse una sola delle squadre che partecipa al campionato stesso.

I tempi per fare un lavoro comune c’erano, non vi era una scadenza, e come più volte da noi suggerito e dimostrato avremmo non solo contribuito ai lavori, ma avremmo messo il giusto impegno per redigere il nuovo statuto nei tempi che assieme avremmo potuto decidere o addirittura stabiliti dal Sindaco.

Ci sono atti che non sono di maggioranza o di minoranza, sono di tutti i cittadini, e in questo senso anche l’esito dell’ultimo Referendum avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Approvare regole scritte e votate con il solo contributo di una parte rischia di spingere le future e diverse maggioranze a fare altrettanto. Quindi ogni volta che cambierà una maggioranza si cambierà lo statuto?
Abbiamo voluto denunciare con un presa di posizione eclatante che si è persa un’occasione importante, una opportunità che poteva consentire a tutti noi amministratori di aprire una costruttivo e fecondo dibattito con le associazioni e i cittadini riavvicinando gli stessi alla politica locale. La scelta fatta non aiuta nessuno, nemmeno chi l’ha assunta.

In questi primi tre anni del nostro mandato da parte nostra abbiamo dimostrato, in più occasioni, di guardare prima ancora che a interessi politico ed elettorale di parte, al bene dei cittadini, non ci siamo mai sottratti al confronto e in diverse occasioni abbiamo anche votato proposte della stessa maggioranza.

Dobbiamo fare tesoro del passato per guardare al futuro senza compiere i medesimi errori, visto che già in precedenza negli anni scorsi, con l’attuale Sindaco nel banchi dell’opposizione in Consiglio Comunale, si era tentato senza successo di modificare lo statuto, ma non si è riusciti a fare quanto necessario per aprire spazi di partecipazione e condivisione della vita del nostro Comune.
La nostra scelta di non partecipare alla seduta è stata una scelta sofferta, anche per il rispetto cha abbiamo sempre dimostrato all’Istituzione in cui siamo stati eletti, ma abbiamo ritenuto indispensabile compierla per evidenziare il perdurare di atteggiamenti decisionisti che limitano la partecipazione democratica e la ricerca di soluzioni unitarie.

Il Sindaco non si preoccupi dei nostri studi o di come facciamo opposizione, chiarisca perché ha deciso di non favorire un percorso unitario nella scrittura della “Costituzione” del Comune.
Il Gruppo Consiliare
Per Gavirate, Groppello, Oltrona e Voltorre

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2017
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