L’uomo nero

In conflitto d'interesse scrivo da mamma prima che da giornalista: i profughi nigeriani non cucineranno il cibo che verrà servito ai bambini della scuola di Azzate, racconteranno solo un po' della loro storia e delle loro tradizioni. E una cosa è certa: uccide più l'odio della curcuma

Avarie

Caro direttore,

sono “in conflitto d’interessi” e quindi non scrivo un articolo ma una lettera al “mio” giornale.

La vicenda di cui voglio parlare riguarda infatti la scuola che frequenta mia figlia e quindi nella questione sono implicata come mamma, prima che come giornalista.

Si tratta di una cosa di cui scrivono molti quotidiani stamattina, ovvero la decisione dell’amministrazione di Azzate di invitare alla mensa dei bambini della primaria i quattro profughi nigeriani ospitati da un anno in paese e con l’occasione servire piatti tipici della Nigeria (riso alla curcuma, pollo, verdura e frutta).

L’iniziativa rientra in un progetto più ampio che si chiama “Sapori del mondo – Menù senza frontiere” e che fa parte dell’offerta formativa.

Non è dettaglio di poco conto. Sì, perché dopo i piatti nigeriani arriveranno quelli di altre culture, ma è già scritto che per l’aringa in salamoia o per i rookworst, le polpettine per intenderci, non ci sarà alcuna sollevazione popolare.

Questa cosa dei Nigeriani seduti a tavola con i bambini, invece, alla Lega Nord proprio non va giù. Sui social in ventiquattro ore si è scatenato il delirio: “I profughi cucineranno in mensa, chissà poveri bambini come staranno male dopo aver mangiato il riso alla curcuma”, “fermiamo l’invasione anche a tavola: vengano qui e mangino loro le nostre grigliate”. E ancora “chissà le condizioni igieniche in cui mangeranno i poveri bambini di Azzate” e si è arrivati persino a” se mio figlio andasse in quella scuola io lo ritirerei”.

Ecco, mia figlia in quella scuola ci va. E ci andrà anche martedì quando serviranno riso alla curcuma che probabilmente assaggerà soltanto, conoscendo i suoi gusti alimentari. Ma si sa la vita è così: non tutto si può “digerire al primo colpo”.

I piatti saranno preparati dai cuochi della cooperativa che ha vinto l’appalto mensa, non dai profughi: i quattro ragazzi nigeriani saranno nella sala dove mangiano i bambini e parleranno della loro cultura e del loro cibo, insieme ad una dietologa (credo lombarda doc ma glielo chiederò).

Poi ognuno a casa propria, senza grandi sconvolgimenti, se non che nel tritacarne mediatico ci sono finiti i bambini e non per colpa dell’amministrazione di Azzate. Complimenti vivissimi.

Chiedo la stessa solerzia e la stessa inflessibilità quando arriveranno i rappresentanti della comunità olandese a mensa: alti e biondi certo, ma avranno fatto tutti i vaccini? E se le polpette fossero troppo speziate? Gli ingredienti da dove arrivano?

Se poi a spiegare perché in Olanda si mangia il tal cibo ci fosse, che ne so, Ruud Gullit sarebbe ancora meglio immagino, e forse i papà, così scandalizzati dal cibo nigeriano, sarebbero in prima fila a farsi firmare l’autografo.

Temo che non ci sarà un gran ressa martedì prossimo alla mensa della scuola primaria. Pazienza, ci sarà più riso e più pollo per i bambini che avranno avuto il “coraggio” di sfidare l’uomo nero: un premio se lo meritano, no?

 

di
Pubblicato il 24 marzo 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da crica

    Buongiorno Roberta,
    grazie per la lettera alla quale mi associo in pieno anche non vivendo ad Azzate, è vergognoso sentire ancora di questi pensieri – e chiamiamoli con il nome appropriato – ” razzisti”, soprattutto in un contesto come quello di un progetto scolastico che serve proprio ad educare e consapevolizzare sulla conoscenza di altre culture !
    Oltretutto il riso alla curcuma è un piatto salutare, forse queste persone non sanno che questa spezia è un antibiotico naturale….
    e come sempre saranno i bambini ad essere privati di una scelta non fatta da loro.
    Che tristezza!
    Cristina

  2. Scritto da Felice

    Lega: i peggio ignoranti che parlano senza ritegno senza conoscere quello che va oltre al proprio metro quadrato.

  3. Scritto da giovanni_derosa

    Gentilissima ” mamma” Roberta,
    ieri sera ( 23 marzo ore 23,00 ) ho rilanciato su FB con piacere il link all’ articolo della “giornalista” Roberta che annunciava la bellissima iniziativa, “Sapori del mondo – Menù senza frontiere” , programmata dalla scuola di Azzate e pronta a prendere il via facendo fare all’accoglienza un salto di qualità che mi sembrava inimmaginabile, fino a quel momento prima.
    Ero contento e stupito (memore anche delle difficoltà che i “ragazzi” richiedenti asilo, la coop che li ha in carico e i volontari che sono loro vicini hanno dovuto affrontare in questi mesi ) al punto da accompagnare quel link con un commento brevissimo ma allo stesso tempo ricco di un significato altissimo: “La convivialità delle differenze… don Tonino Bello vi guarda dall’alto e vi sorride”. Altissimo perchè scritto pensando all’icona dipinta dal monaco e pittore russo Andrej Rublëv (1360-1427), ove la Trinità ( l’Altissimo) è rappresentata dai tre angeli accolti e sfamati da Abramo e Sara presso la loro tenda, sotto le querce di Mamre ( Gen 18,1-15 ). E pensando a don Tonino Bello che a quell’episodio e a quell’icona deve essersi ispirato quando, parlando della SS. Trinità e del rapporto tra Padre, Figlio e Spirito santo dice: «Il genere umano è chiamato a vivere sulla terra ciò che le tre Persone divine vivono nel cielo: la convivialità delle differenze”. Ed aggiunge : “la SS. Trinità non è solo il mistero principale della nostra fede, ma è anche il principio architettonico supremo della nostra morale. Quella trinitaria, cioè, non è solo una dottrina da contemplare, ma un’etica da vivere”. Signora Roberta, la ringrazio per essersi interessata a questa vicenda con un coinvolgimento personale, oltre che professionale, assolutamente coraggioso,, con l’apprezzabile intento di sottrarre i nostri ragazzi ai deficit formativi che producono certe campagne xenofobe, assolutamente estranee alla nostra cultura, promosse dai vertici nazionali e locali della Lega Nord. Cordialmente . Giovanni De Rosa

  4. Scritto da anna_minervino

    Certe iniziative non andrebbero essere fatte a scuola,il cibo è una cosa importante,specialmente dopo una mattinata in classe,rischiate di non far mangiare alcuni bambini. Certe iniziative dovrebbero essere una scelta,non un obbligo,facendole nell orario scolastico obbligate i bambini a partecipare a qualcosa che non hanno nulla a che vedere con il programma scolastico, conscere il cibo del resto del mondo non è una priorita scolastica,europeo,asiatico o altro continente che sia. Questo tipo di iniziativa andava fatto fuori dall orario di scuola,cosi ogni bambino o genitore poteva scegliere se partecipare o meno. Il concetto democrazia deve valere per ogni cosa.