Maggioranza alla prova del primo bilancio che aumenta la pressione fiscale

Martedì 28 il consiglio comunale voterà il bilancio di previsione. Qualche disagio nella maggioranza sull'aumento della Tari e sulle spese da tagliare (azzerate le voci su diritto allo studio, formazione e lavoro)

consiglio comunale busto arsizio

Martedì sera (28 marzo ore 21) il sindaco Emanuele Antonelli metterà alla prova la sua maggioranza per la prima volta sul bilancio di previsione e per la prima volta, dopo anni, dovrà essere approvato un aumento della pressione fiscale. L’ex-sindaco Gigi Farioli ha già annunciato più volte di non avere intenzione di votare un bilancio che aumenta la pressione fiscale e tra gli assessori c’è stato qualche battibecco sulle spese da tagliare (in particolare tra Isabella Tovaglieri dell’urbanistica e Miriam Arabini dei Servizi Sociali, ndr).

Si è reso necessario, infatti, aumentare il gettito della Tari di due milioni per raggiungere la copertura totale del costo del servizio di raccolta e smaltimento. La novità è stata presentata in commissione bilancio: restano invariate l’Irpef, la Tasi e l’Imu mentre la Tari verrà aumentata per raggiungere il 100% di copertura del costo del servizio.

A nulla sono valsi i tentativi dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che avevano proposto di adottare le nuove tariffe di Accam che ha annunciato un adeguamento a quelle di mercato ma il sindaco ha risposto che preferisce vedere se effettivamente questo abbassamento verrà confermato in quanto non c’è ancora nulla di ufficiale: «Non è possibile basarsi su un qualcosa che ancora non è stato ufficializzato – ha detto Antonelli – se ci sarà la diminuzione delle tariffe vedremo più avanti come utilizzare l’eventuale tesoretto».

L’occasione è stata sfruttata anche per annunciare l’introduzione della sperimentazione, a partire dal mese prossimo nel quartiere di Sant’Edoardo, dell’utilizzo dei sacchi col microchip: «Sarà un primo test per verificare la fattibilità della tariffa puntuale, capire i consumi delle famiglie, delle imprese e dei commercianti – ha spiegato il primo cittadino – ed evitare che maggiori costi ricadano sulle famiglie più numerose».

Altre osservazioni sono arrivate da Paola Reguzzoni sul piano delle opere, la consigliera ex-assessore ai Lavori Pubblici, non ha mancato di sottolineare la mancanza del terreno di Beata Giuliana dove dovrebbe sorgere l’ospedale unico di Busto-Gallarate tra i beni alienabili del comune. La risposta dell’assessore all’urbanistica Isabella Tovaglieri: «Attendiamo il verbale ufficiale della commissione di pilotaggio, primo vero atto ufficiale che ci permetterà di inserire il terreno tra i beni alienabili», come a dire che al di là della chiara volontà di Maroni manca, per ora, un atto scritto nero su bianco che confermi questo importante impegno.

Tra le altre cose annunciate ci sono 700 mila euro di tagli di spese, due milioni di mutuo per i cimiteri e un milione per le strade nel 2018, la retrocessione delle farmacie da Agesp al Comune (verranno date in gestione con bando pubblico) così come la piscina Manara che uscirà dal patrimonio della partecipata.

Altre critiche sono arrivate dal Pd e in particolare dalla consigliera Cinzia Berutti che ha chiesto «come mai le voci che riguardano diritto allo studio, formazione professionale e politiche del lavoro abbiamo solo degli zeri a bilancio?». Una risposta chiara sul tema non è arrivata anche per l’assenza dell’assessore alla Cultura e Istruzione Paola Magugliani.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2017
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