Maria Chiara Gadda spiega la legge contro lo spreco agli studenti

La deputata fagnanese del Pd ha incontrato gli studenti delle classi terze e quarte del liceo Tosi per spiegare i contenuti della legge che favorisce il recupero e la redistribuzione del cibo

maria chiara gadda

Lunedì 27 marzo, in un Teatro Manzoni affollato di studenti delle classi terze e quarte del Liceo Scientifico Arturo Tosi, si è parlato della Legge Gadda contro lo spreco alimentare. La legge 166, a tutti nota come “Legge Gadda”, è stata la protagonista della conferenza, introdotta dalla dirigente del liceo, Patrizia Iotti e spiegata dall’onorevole Maria Chiara Gadda, in un dialogo serrato tra la deputata varesina del PD, prima firmataria della sopracitata normativa, e i numerosi studenti presenti in sala.

 

Cos’è la legge 166

Suddivisa in 18 articoli, la norma, serve a limitare gli sprechi di ogni genere (cibo, medicinali, abiti…), promuovendo la redistribuzione delle eccedenze a chi ne ha bisogno per incrementare la solidarietà sociale. Significativo è il fatto che sia stata votata da tutto il parlamento, da tutte le forze politiche che lo compongono, caso davvero unico e raro; il suo contenuto a ben vedere non può dividere, può solo accomunare, si tratta infatti del “diritto al cibo”, sancito nel lontano 1948 dall’art. 25 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Un diritto spesso stabilito sulla carta e altrettanto spesso disatteso nella realtà, fatta eccezione per l’iniziativa dal basso, della gente comune, che con buona volontà e impegno infaticabile, organizzata in associazioni di volontariato no-profit, tra le più note e attive il Banco Alimentare e Caritas, offre aiuti concreti e solidarietà in tutt’Italia.

L’esperienza di Siticibo

L’onorevole Gadda ha infatti sottolineato che la Legge 166 non è nata a tavolino, nel contesto astratto di un ufficio, ma è nata sul campo, per la precisione sul camioncino di un gruppo di volontari di Siticibo. Racconta l’onorevole: “Volevo vedere concretamente quali ostacoli e quali difficoltà potevano essere rimossi a favore delle organizzazioni di volontariato, quali potevano essere gli aiuti concreti o i vantaggi offerti ai donatori (aziende che offrono eccedenze), quali le facilitazioni per la conservazione”. Per evitare che donare costi o sia burocraticamente complicato, la legge 166 si prefigge infatti sgravi fiscali, facilitazioni burocratiche, per invertire la rotta di un sistema nel quale è più semplice “buttare via” che “regalare”.

Deve , infatti, crearsi un diverso modo di pensare, affinché si possa cambiare anche l’azione delle istituzioni e dei cittadini; il punto e) dell’art. 1, infatti, stabilisce che lo Stato contribuirà alla divulgazione delle informazioni in merito a questo problema di cui tutti siamo parzialmente a conoscenza, in particolare nei riguardi delle giovani generazioni. Per questo motivo l’onorevole Gadda ha girato l’Italia con l’intento di rendere consapevoli i giovani della quantità di beni sprecati inavvertitamente. La logica da apprendere e da trasformare in buone pratiche è quella che ciò che avanza e rischia di diventare rifiuti possa, invece, essere preservato e donato. Gli sprechi sono molteplici nella lunga filiera del cibo, dal campo del contadino alla tavola di ciascun individuo, e la legge in oggetto vuole educare ad evitarli tutti.

I punti focali dei suoi interventi sono: la “family bag”, già molto diffusa all’estero, le etichette poco chiare o con errori per quanto riguarda la scadenza o la conservazione, la confusione, ad esempio, tra data di scadenza, tassativa per un prodotto deperibile come latte o yogurt, e l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro il” per biscotti, riso e pasta. La legge vuole anche facilitare chi dona, prevede, infatt,i agevolazioni destinate ai donatori, alle attività commerciali e produttive e alle associazioni di volontariato, che da anni si occupano spontaneamente di raccogliere eccedenzeper donarle a persone svantaggiate.

L’esperienza del liceo Tosi

Il Liceo Scientifico Arturo Tosi di Busto Arsizio, tra l’altro, vanta una lunga tradizione di raccolta di generi alimentari, attuata con l’iniziativa cittadina del Donacibo, grazie ad alcuni docenti e studenti volontari, come la professoressa Nicoletta Invernizzi; gli studenti del liceo hanno inoltre vinto un premio con un video sul tema dello spreco alimentare in occasione di Expo.
L’intervento della parlamentare Gadda ha raccolto anche l’interesse di alcune classi impegnate nella realizzazione di due distinti progetti nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro, collegati al tema del cibo in maniera diretta e indiretta. Il primo, Saperi&Sapori, coniuga cultura e tradizioni alimentari, “riscoprire la cucina povera dei nostri nonni – suggerisce l’onorevole Gadda – è in linea con la legge 166, loro non buttavano via niente”; il secondo, invece, utilizzerà un bene sottratto alla Mafia, a Busto Arsizio – caso vuole una ex-pizzeria d’asporto – come punto di raccolta e redistribuzione di cibo donato in zona al Banco Alimentare.

Un aspetto importante, ha sottolineato in conclusione l’onorevole Gadda, è la dignità delle persone e la loro salute, garantite solo dalla donazione di prodotti di qualità e non dagli scarti del nostro frigorifero o del cassetto dei medicinali. La Legge Gadda non è la soluzione definitiva a questo grande problema, ma è un nuovo tassello da aggiungere ad un puzzle che dovremo continuare noi giovani: una grande responsabilità che potrà portare a grandi soddisfazioni.

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Pubblicato il 28 marzo 2017
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