Morì dopo una caduta nella cartiera, condannati i due amici

Condannati in primo grado entrambi per omicidio colposo e fabbricazione di ordigni esplodenti gli amici di Alessandro Giani, caduto da un'altezza di sei metri nel dicembre del 2015. I legali ricorreranno in appello

Carteira Mayer Cairate

Sono stati condannati entrambi ad un anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa) i due giovani che quel maledetto 22 dicembre del 2015 erano con Alessandro Giani all’interno della ex-cartiera Vita Mayer di Cairate quando, a causa di una caduta da sei metri di altezza il giovane perse la vita dopo alcuni giorni di agonia.

Questa mattina il giudice per l’udienza preliminare Luca Labianca li ha condannati entrambi per omicidio colposo e per fabbricazione di materiali esplodenti (bottiglie molotov), come aveva chiesto l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Luca Pisciotta che aveva chiesto una pena leggermente superiore per entrambi.

I due giovani, entrambi presenti al momento della lettura delle sentenza, sono usciti dall’aula con i volti scuri così come quelli dei padri che li hanno accompagnati. I difensori Cristina Marrapodi, Mauro Umiltà e Paolo Alberto Antimiani hanno già annunciato che ricorreranno in appello.

Restano da capire le motivazioni che hanno spinto il giudice a condannare i due giovani ma bisognerà attendere i canonici 90 giorni per il deposito. I ragazzi, infatti, hanno sempre sostenuto di non aver avuto un ruolo nella morte del loro amico e di ritenersi del tutto estranei alla dinamica  che ha portato alla caduta di Alessandro Giani.

Per evitare ulteriori incidenti tra i ruderi della ex-Vita Mayer la Procura fu costretta anche a sequestrare l’intera area e a chiedere una recinzione che impedisse ulteriori incursioni vista anche l’attrattività del luogo per appassionati, giovani in cerca di avventure, sportivi.

Proprio oggi Prealpi Servizi ha presentato i prossimi passi per la riqualificazione dell’area che è costata un processo anche ai vertici della società che allora risultava proprietaria della cartiera, la Sogeiva, e che prenderà il via prossimamente per la mancata recinzione dell’enorme area industriale.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 30 marzo 2017
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