Nomine, bilancio, rifugiati, inceneritore. Quanti nodi per la giunta Antonelli

La maggioranza che sostiene il sindaco alle prese con mal di pancia interni sul bilancio e le nomine in Agesp Energia e Prealpi Gas e con gli attacchi dalla minoranza sulla gestione dei profughi e sul futuro di Accam

consiglio comunale busto arsizio

In superficie c’è il consiglio comunale dedicato alle interrogazioni ma appena si scende sotto il livello del mare ci sono i mal di pancia interni a Forza Italia e tra gli azzurri e la Lega Nord, confermato dalla presenza del commissario leghista Marco Colombo tra le sedie del pubblico.

Cosa sta succedendo nella giovane ma turbolenta maggioranza che sostiene il sindaco Emanuele Antonelli? Sul tavolo ci sono diverse questioni, a partire dall’accordo interno per l’approvazione del bilancio di previsione che per la prima volta dopo diversi anni vede aumentare le tasse comunali (due milioni in più di Tari, ndr) ma anche la spinosa questione del bilancio di Agesp Attività Strumentali che rischia il rosso e le nomine di Agesp Energia e Prealpi Gas.

Nomine e bilancio

L’assente Gigi Farioli è uno dei perni attorno ai quali ruota questo mal di pancia a causa della sua riluttanza ad accettare l’aumento della pressione fiscale comunale, l’altro è l’ex-assessore Luciano Lista che punta al posto nella società che gestisce il ramo della distribuzione di energia mentre Paolo Montani è indicato per proseguire il lavoro in Prealpi Gas. Toccherà al commissario azzurro Carmine Gorrasi ricomporre gli strappi interni e mantenere unito partito e coalizione.

Profughi

Nel frattempo il consiglio comunale ha trattato il tema dei rifugiati con le interrogazioni del Pd che puntavano a stanare il sindaco e la sua maggioranza su due temi: le dichiarazioni di intolleranza rilasciate ai giornali dai due assessori Max Rogora (li stiro con la macchina) e Stefano Ferrario (andrebbero cacciati con gli idranti) in occasione della manifestazione non autorizzata di settembre 2016 da parte di un nutrito gruppo di richiedenti asilo del centro di accoglienza straordinaria di via dei Mille, al centro di polemiche continue per la gestione poco trasparente da parte della Kb srl.

Antonelli ha difeso i suoi due assessori (entrambi leghisti, ndr) sostenendo di non aver mai sentito le espressioni riportate dai quotidiani locali e ha sottolineato – di fronte alle rimostranze della consigliera Pd Cinzia Berutti – che «c’erano bambini spaventati che piangevano di fronte a quelle scene e che 12 responsabili di quella manifestazione sono stati denunciati ma di loro non è stata trovata traccia nel centro di via dei Mille. Potrebbero essere anche dei delinquenti per quello che sappiamo».

Il sindaco ha risposto in maniera netta anche all’interrogazione sull’eventualità di avviare un progetto Sprar a Busto, presentata dal consigliere Pd Massimo Brugnone: «Non ci si può fidare di questo governo così come di quello precedente – ha spiegato Antonelli – non posso permettermi di anticipare soldi dei cittadini in attesa che lo Stato rimborsi il Comune».

Bilanci di Accam

Trattato anche il tema di Accam in vista dell’assemblea dei soci che si terrà giovedì e nella quale si dovrà votare il bilancio 2015. La consigliera del Movimento 5 Stelle  Claudia Cerini ha chiesto cosa intende fare il Comune di Busto Arsizio in quella sede, vista la situazione attuale con lo scenario che prevede una chiusura totale nel 2021: «Come sapete Busto non era d’accordo con lo scenario votato, continuiamo ad essere ostaggio di comuni che hanno lo zero virgola e quindi non voteremo a favore del bilancio del 2015. Non possiamo dimenticarci delle 30 persone che rischiano di perdere il posto di lavoro».

«Il sindaco di Busto Arsizio si nasconde dietro la salvaguardia dei lavoratori di Accam per giustificare un voto di contrarietà ai bilanci che verranno presentati nella prossima assemblea dei soci – risponde in una nota il Movimento 5 Stelle – . Parla di 30 lavoratori abbandonati e anziché proporre una soluzione (sono pur sempre impiegati pubblici) preferisce affrontare il problema affermando che boccerà i bilanci della società. Ma così facendo mette a rischio la stessa continuità aziendale lasciando veramente soli i lavoratori di Accam. Ha anche affermato che si riserva di decidere di anno in anno sul conferimento in Accam, “come fanno i comuni che valgono lo 0,1%”, questa risposta denota una incoscienza amministrativa, perché sappiamo benissimo che quando a non conferire è un comune che vale il 18% vengono a mancare introiti importanti, non è certo la stessa cosa di un comune che vale lo 0,1%. Il comune di Busto sta quindi volontariamente creando un danno ad una sua società e ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il presidente del cda, la dottoressa Bordonaro, che abbiamo visto assistere al dibattito in consiglio comunale e che, tra due giorni presenterà i bilanci».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 marzo 2017
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