Nonno Mauro, tutto è iniziato da te. E oggi la Talamona è il tuo orgoglio di famiglia

L’azienda fondata dal capostipite, è passata prima nelle mani dei figli Fiorella e Luigi. Poi la scelta di Giorgio, figlio di Fiorella: «Vengo in azienda». Inutili i tentativi di fargli cambiare idea: «Chi mi ha insegnato? Il primo insegnante è stato il nonno… e oggi le sue borse stanno rinascendo»

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Guardi Fiorella Talamona negli occhi e capisci tutto: l’impresa non è un capannone, un laboratorio o un ufficio ma la tua famiglia. Le tue tradizioni, i sogni di tuo padre che diventano i tuoi, le tue mani e i tuoi figli.

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E’ qualcosa che si trasmette, come un soffio vitale. Poi a quel soffio dai energia: quella della pazienza, del sacrificio e della bellezza di un Made in Italy «che si fa solo qui, nel nostro Paese, e che arriva dritto dal Rinascimento. E’ il nostro dna, quello che nessuno ci potrà mai rubare ma che dobbiamo imparare a difendere perché oggi manca di tutele». E’ anche per questo che Fiorella dice di «essere cresciuta, insieme a mio fratello Luigi, sotto i tavoli. Il laboratorio di papà Mauro era in casa e così, giocando, imparavamo i primi lavoretti: le prime borsettine, la prima colla sulle dita».

Profumi antichi che alla Talamona Pelle di via Cavour 8, a Lozza, sopravvivono agli anni e si diffondono nel futuro. Con Fiorella c’è il figlio Giorgio Moschioni: 25 anni, un diploma da geometra, la volontà di entrare in azienda. «La sua convinzione un po’ ci intimoriva – dice Fiorella – perché questo lavoro è fantastico, ma tanta fatica e soldi pochi. Dieci ore al giorno, cinque persone in azienda, venti clienti tra Italia e Svizzera. Tutto da gestire. Così io e mio fratello lo abbiamo spedito a Firenze, per un anno, ad un periodo di prova alla Tod’s alla scuola di prototipia. Con la speranza che qui non ci venisse».

MI HANNO DETTO: «NON FARE QUESTO LAVORO»

L’avessero mai fatto, Fiorella e Luigi: «E’ stato superformativo – dice con entusiasmo Giorgio – e da là sono tornato in azienda con una voglia incredibile di fare. Zio e mamma? Felicissimi della mia scelta». L’impegno di Giorgio è quello di continuare, rinnovandola, la tradizione di famiglia nel mondo della campionatura: nonno Mauro lavorava già per una pregiatissima boutique di Milano (la Bonomi & Bonomi), i grandi marchi non si fecero attendere e di «prototipi – ricorda Fiorella – ne abbiamo fatti migliaia. Tutto il merito è stato di mio fratello Luigi, che ha una manualità ed una capacità di sintesi che gli consente di creare con fantasia qualunque oggetto». Ed ora ecco Giorgio, con la sua bella esuberanza, i primi sbagli e le prime soddisfazioni: «Il primo consiglio da parte di mamma e zio – ricorda il giovane – è stato quello di non fare questo lavoro. Il primo sbaglio, quando ho saltato una fase di lavorazione nella borsa “La Furia” (con lo zio non si scherza) e la prima soddisfazione quando mi sono reso conto che questo lavoro era fatto apposta per me».

LA BORSA CHE IL NONNO REGALO’ ALLA NONNA E’ RINATA

Giorgio è in azienda dal 2011, conosce il disegno, professa l’ordine e l’utilizzo dell’autocad per la modelleria: «Anche se qui i modelli li realizziamo ancora a mano, come insegna lo zio». Il valore aggiunto, in fondo, è questo. Così come lo è il cambiamento che Giorgio sta attuando lentamente per «fare uscire la nostra impresa dalla dipendenza dei terzisti». Un brand tutto suo coniato nel 2014 con il fratello Alessandro: Agm Pelle. Facile: Alessandro – Giorgio – Moschioni. Prodotti legati alla tradizione di qualità che portano tutta la famiglia ad un grande impegno: «Prima vengono i clienti e poi veniamo noi, con le nostre linee. Ma Giorgio ha sempre avuto l’idea fissa del brand», dice con orgoglio Fiorella. E i primi risultati stanno arrivando: Agm Pelle si trova in alcuni negozi a Bellagio, Castiglione Olona, Castelletto Ticino e Brescia.
Grazie alle tante eredità del nonno: la serietà, il culto del ben fatto e la fantasia che ancora oggi si ritrova nei quaderni pieni di schizzi e bozzetti di borse che Giorgio sta riscoprendo con una creatività contemporanea: «Agm Pelle parte da qui e va avanti: per esempio il modello di borsa Talamona si ispira a quella che il nonno regalò alla nonna cinquant’anni fa». La modernità dell’oggi con la resistenza della pelle di allora.

PELLI CERTIFICATE, MATERIE PRIME A KM. ZERO

E che pelle: tutta certificata dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale in Toscana. In pratica, senza cromo. La fissa del brand ha contagiato quella dei materiali: «Per le parti in metallo dei prodotti ci appoggiamo a imprese locali così come per le parti in tessuto di alcune linee Agm Pelle ricorriamo alla Tela Olona. E poi c’è la pelle Toro, che delle collezioni Agm (ad oggi tre; alla quarta si sta lavorando) è il vanto: resistente, tosta, per uomo e donna. E se Giorgio afferma con sicurezza che «lavorare con mamma e zio è bello perché siamo in sintonia», non è altrettanto certo di cosa sia fare l’imprenditore: «Non mi definisco così, però dico che il pensiero grande dell’artigiano è quello di produrre con serietà e professionalità. Mi spaventa tutto quello che è economico e finanziario, anche se so che un’impresa funziona se tieni sotto controllo anche questi aspetti: devi sempre essere aggiornato e sapere un po’ di tutto. Per il resto devo ancora trovare il giusto compromesso per far capire ai clienti quello che offro. Il vero valore dei nostri prodotti». Anche questa una lezione di nonno Mauro: «Il mio punto di riferimento sarà sempre lui».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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