Pasquale Macchi, uno dei più grandi figli di Varese

Oggi la consegna di una biografia spirituale: importante rivelazione per molti che hanno conosciuto e stimato un grande protagonista del fare

Villa Cagnola Gazzada

Oggi a Gazzada, ricorrendo l’undicesimo anniversario della morte di monsignor Pasquale Macchi, la grande istituzione culturale rappresentata dalla realtà di Villa Cagnola commemorerà uno dei più grandi figli di Varese, autorevole e indimenticabile rappresentante in ambito nazionale del clero ambrosiano.

L’incontro, con inizio alle 18,30, è imperniato sulla presentazione del volume
Mons.Pasquale Macchi – per una biografia spirituale” a cura di Adriano Caprioli e Luciano Vaccaro, due personaggi cari ai varesini per le loro attività culturali e promozionali al tempo in cui furono operativi a Villa Cagnola.

Furono infatti attivi con iniziative anche di livello internazionale per la promozione e la conoscenza della storia religiosa, a partire da quella delle diocesi, che hanno avuto non solo una importanza eccezionale sotto il profilo della conoscenza, ma anche un riscontro da record in campo editoriale.

Il tutto perfettamente in linea con gli scopi per i quali Villa Cagnola divenne un centro studi al servizio della chiesa e della cultura lombarde.

L’omaggio a don Pasquale – egli permetteva a noi cronisti di chiamarlo così essendo certo del rispetto e dell’affetto che si aveva per lui- colma una lacuna perché quel silenzioso e coinvolgente turbine di iniziative e di concretezza, tipiche della nostra gente, a ben pochi suggeriva di scoprire i suoi tesori di spiritualità e sensibilità come sacerdote e pastore.

La biografia spirituale che viene consegnata oggi può essere una importante rivelazione per molti varesini che hanno conosciuto e stimato don Pasquale come grande protagonista del fare, di iniziative e opere che hanno appunto fatto respirare e rinascere Varese, città per quasi un quarto di secolo attenta più a banali autocelebrazioni da parte di chi la gestiva che non ai suoi grandi figli.

La raccolta, intelligente, armoniosa di contributi per una biografia spirituale di don Pasquale Macchi ne amplia la conoscenza, anzi la completa e illumina la grandezza personale e soprattutto quella del suo servizio alla Chiesa e alla comunità.

Non è stato un atto in qualche misura irriguardoso ridimensionare, togliendo mattone dopo mattone, quel muro di riservatezza – a moltissimi apparso sempre impenetrabile – addirittura indispensabile per i ruoli che don Pasquale ricopriva: era infatti necessario ricordare, anzi far emergere quell’oceano di amore che c’è in tutti i sacerdoti.

E che era presente in don Pasquale. Se non lo avesse avuto la Chiesa avrebbe fatto altre scelte.

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Pubblicato il 27 marzo 2017
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