Pedemontana gratis: si può, ma non oggi

Via il pedaggio, i costi ricadono sulle casse pubbliche. La gratuità riguarderebbe solo le due Tangenziali di Varese e Como, non la A36: "Si può fare in pochi mesi", dice oggi Di Pietro

Quarto trimestre 2015

Pedemontana gratis? È un obbiettivo realistico, ma non certo da oggi.

La notizia dell’inserimento delle tangenziali di Como e Varese all’interno della nuova società regionale di gestione delle strade ha acceso l’entusiasmo degli automobilisti. E adesso diviene ancora più d’obbligo capire i tempi precisi con cui ci si muoverà.

«“Si può fare in pochi mesi”. Parola di Antonio Di Pietro, che è più forte di un caterpillar» ha commentato il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, sul suo profilo Facebook. L’occasione è data dall’intervista al presidente di Autostrada Pedemontana Di Pietro pubblicata oggi sul Corriere di Como.

L’ipotesi delle Tangenziali gratuite è stata annunciata da Maroni già venerdì: «Pur non essendo strade provinciali, diventeranno rete statale e per percorrerle non si pagherà più il pedaggio», ha detto il presidente di Regione Lombardia.
Quanto ai tempi Maroni ha spiegato che entro un mese verrà attivato un gruppo di lavoro che metterà al tavolo Regione Lombardia, Anas e Province, per definire il veicolo societario unico, cioè il soggetto che dovrà gestire la nuova rete stradale lombarda: qui confluiranno le necessarie risorse aggiuntive rispetto all’attuale piano Anas per le strade statali della Lombardia. L’obbiettivo è rendere operativa la struttura entro la fine di quest’anno: “Entro la fine del 2017, come previsto dal testo dell’accordo, le parti concordano sull’obiettivo di giungere all’operatività del nuovo assetto di gestione della rete”. E una volta lanciata la società, a quel punto si tratterebbe di rendere operativo anche il transito gratuito sulle due tangenziali. Ora si arriva a parlare invece di «pochi mesi».

La gratuità in ogni caso non riguarderà invece l’A36, la “vera” Pedemontana che si snoda più a Sud, in sostanza ai margini dell’area metropolitana di Milano.

La società Pedemontana Lombarda ha preso atto nei mesi scorsi della ardua sostenibilità finanziaria dell’opera: previsioni di traffico inferiori alle stime di progetto, una quota (da valutare quanto consistente) di evasione del pedaggio, un tracciato che è ancora incompleto e limita le potenzialità dell’opera (il cui completamento rimane obbiettivo valido, dice Di Pietro). E su tutto, la scarsa capacità di attrarre investimenti privati, con le banche che si sfilano da un’impresa che non pare più così vantaggiosa (e c’è già il precedente di Brebemi).

A togliere le castagne dal fuoco arrivano i finanziamenti pubblici, con nuove risorse aggiuntive. Ora – con lo stralcio delle Tangenziali e il ritorno dei due “peduncoli” sotto le ali del pubblico – la società Pedemontana potrebbe veder ridotte le proprie difficoltà: scompare il pedaggio, arrivano le risorse dalle tasse degli italiani. Un modello già nei mesi scorsi è stato contestato da una parte del mondo politico.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 marzo 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Non sono d’accordo sul far ricadere i costi sulle risorse pubbliche.
    Le autostrade devono essere pagate il giusto, e ripeto il giusto, SOLO SE SI USANO e solo DA CHI LE USA.
    Farlo ricadere nel calderone dei costi pubblici è l’ennesimo servilismo politico totalmente anticostituzionale.

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