Pedemontana, il caso approda all’Europarlamento con i 5 stelle

Al centro di un'interrogazione della deputata Eleonora Evi i 450 milioni del fondo di garanzia messo a disposizione dalla Regione per chi deciderà di investire sul terzo lotto dell'autostrada. Il caso sollevato dal consigliere 5 stelle Corbetta

Pedemontana - Foto Luca Sacchet

Il fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia pone a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti della Pedemontana è l’oggetto di una interrogazione alla Commissione Europea, a firma dell’Europarlamentare del M5S Eleonora Evi.

Il caso è stato sollevato nei mesi scorsi dal Consigliere regionale del M5S Lombardia Gianmarco Corbetta, con la richiesta di verifiche a tutti i livelli Istituzionali. Per Corbetta “non sono bastati i 1200 milioni di finanziamento statale a fondo perduto, non sono bastati i 350 milioni di defiscalizzazione (la cui legittimità è ancora in fase di verifica da parte dell’UE), ora la Regione ha messo sul piatto altri 450 milioni sottratti alle reali esigenze dei cittadini lombardi (trasporto pubblico, sanità, sostegno alle imprese e al lavoro).”

L’interrogazione chiede se “la previsione di questo stanziamento possa costituire un aiuto di stato illegittimo” e se la Commissione europea intende tenerne conto “nell’ambito dell’indagine in corso sulle autostrade italiane” e sui contributi pubblici e la defiscalizzazione di Pedemontana, annunciata il 23 aprile 2015 (E-003356/2015) in risposta a un’altra interrogazione della europarlamentare 5 Stelle Eleonora Evi.

“Davvero non si capisce – prosegue Corbetta – perché debbano essere i cittadini lombardi, con i loro soldi, a garantire il completamento di un’autostrada inutile e devastante per il territorio. Una tale scelta è totalmente in contrasto con il principio del project financing su cui si basa la realizzazione di Pedemontana. Difatti in un Paese normale il project financing dovrebbe reggersi sulle proprie gambe grazie ai privati che finanziano l’opera e conseguentemente incassano i ricavi dei pedaggi per un certo numero di anni. Peccato che il traffico e i conseguenti incassi di Pedemontana siano molto più bassi rispetto alle stime esagerate su cui era stato costruito il piano economico-finanziario. Ma allora, se le banche hanno capito la fregatura e – logicamente – non investono, perché dovrebbe farlo Regione Lombardia con i soldi dei cittadini?”

Per Eleonora Evi “Si sta cercando di offrire una garanzia per attirare gli investitori e realizzare un’opera che non ha utilità. Con questa misura gli investitori parteciperanno agli utili, beneficiando tuttavia di un sostegno prestato con i soldi dei cittadini, che verranno persi qualora le perdite superino i guadagni, come è facilmente prevedibile. Privatizzare gli utili, lasciando tuttavia al pubblico le perdite è una soluzione che abbiamo già visto troppe volte e viene praticata proprio dal Governatore Maroni, sedicente paladino del buongoverno e dell’efficienza lombarda!”

Conclude Evi: “Mi auguro che la Commissione europea mi risponda rapidamente. Pedemontana è un colossale disastro economico e ambientale, l’ennesima conferma della tendenza a buttare soldi dei cittadini in opere devastanti, antistoriche e prive di ogni efficacia. Ci si dovrebbe, piuttosto, incentrare sui reali bisogni dell’economia lombarda e delle migliaia di piccole e medie imprese della nostra regione, che necessitano di misure efficaci e tempestive”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2017
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