Pressing giudiziario del centrosinistra a Fontana e Binelli

La giunta querela il consigliere leghista, e la maggioranza consigliare chiede che emergano tutte le carte di una vicenda urbanistica che coinvolge l'ex sindaco (che sarebbe indagato)

lega nord varese binelli

Torna un po’ di tensione agonistica e di tifo ultrà, nella politica varesina. Evidentemente il confronto in consiglio comunale sul piano della sosta, tasse e bilancio ha riacceso le passioni di schieramento. Durante il dibattito di martedì sera il consigliere leghista Fabio Binelli ha duramente attaccato un parere di una dirigente comunale che aveva dichiarato inammissibile un suo emendamento perché privo di copertura finanziaria. Binelli ha in sostanza accusato la dirigenza di adeguarsi alle scelte della giunta nonostante le prescrizioni della legge.

La Giunta comunale, con un atto senza precedenti, ha deciso di citare in tribunale Binelli e ne ha preteso le scuse formali.  In un comunicato si parla di “gravi affermazioni del consigliere di opposizione Binelli” e ancora “eviteremo questa strada se dal consigliere dovessero arrivare le scuse formali entro 10 giorni da ora”.

Il testo della nota di giunta

“La Giunta di Varese ha deciso questa sera, all’unanimità, di procedere per vie legali contro le gravi e diffamatorie affermazioni pronunciate ieri sera durante il Consiglio comunale dal consigliere della Lega Nord, Fabio Binelli, ritenute lesive dell’immagine del Comune di Varese e in particolare della Dirigenza del Comune. La Giunta ha deciso anche che, nell’eventualità in cui il consigliere Binelli dovesse porgere scuse formali e scritte rivolte al Consiglio comunale, alla Giunta e alla dirigenza entro 10 giorni, l’esecutivo non procederà all’azione legale. Con quest’ultima soluzione, ovvero se il consigliere Binelli dovesse porgere le proprie scuse formali, si eviterebbe di pesare sulle casse comunali con i costi per un’azione legale”.

La risposta di Binelli arriva a stretto giro

“Ritengo di aver espresso liberamente la mia convinzione che la Giunta, con le sue giravolte e la sua approssimazione amministrativa, mette la dirigenza del Comune nelle condizioni di  lavorare in modo innaturale. Tale affermazione rientra nel diritto di critica e pertanto non ritengo di dovermi scusare con nessuno per aver svelato l’incapacità di Galimberti e della sua giunta. Ho già ampiamente chiarito alla dirigente dell’area bilancio, il senso del mio intervento, che non conteneva alcuna critica a lei o ad altri dipendenti comunali, anzi: provo per loro una umana compassione. Preoccupante il fatto che il sindaco Galimberti istituzionalizzi l’uso della querela come minaccia nei confronti della minoranza, impiegando risorse comunali in spericolate cause legali per mettere a tacere i consiglieri di opposizione. È la prima volta che a Varese una giunta querela un consigliere comunale per un suo intervento. Ridicolo poi è riversare sul minacciato l’eventuale onere sulle casse comunali della temeraria causa che Galimberti intende portare avanti: l’inutile spesa sarà tutta responsabilità di Galimberti e della sua allergia all’opposizione democratica. Ricordo che già nel 1990, appena divenuto consigliere della Lega Lombarda, fui minacciato di essere denunciato per i toni usati in Consiglio Comunale; colui che invocò la mia denuncia era il capogruppo della Democrazia Cristiana Enrico Broggi, che due anni dopo rimase per oltre sei mesi latitante per evitare l’arresto nell’ambito della tangentopoli varesina”.

Contro l’ex sindaco

In aula però si è verificato un secondo episodio di attacco netto a un esponente leghista. Un’interrogazione della maggioranza fatta circolare alla stampa  riprende notizie di stampa secondo le quali sarebbe in corso un’indagine per abuso d’ufficio nei confronti dell’ex sindaco Attilio Fontana, per una vicenda di cambio di destinazione urbanistica di un terreno di proprietà di un suo familiare a Bosto in via Conca d’Oro. L’ex sindaco a suo tempo non sarebbe uscito dalla riunione che doveva trattare il tema, ma la circostanza è da chiarire. L’interrogazione fa tre domande sulla proprietà di quel terreno e su tutti gli atti effettuati dall’entrata in vigore del pgt. Il documento fa un preambolo garantista, ma ovviamente l’iniziativa tende a voler mettere l’ex sindaco leghista e quindi anche gli ex assessori Binelli e Piatti su una graticola politico giudiziaria.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2017
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