Richiedenti asilo in possesso di droga, il sindaco scrive alle realtà di gestione

Cassani ha avuto le segnalazioni dalla Polizia. "Ho inviato una lettera riservata, è stata usata dalle cooperative per polemica". Il Pd chiede di verificare i casi e non generalizzare

gallarate generico

«La Polizia mi ha avvertito della presenza che alcuni richiedenti asilo sono stato trovati in possesso di sostanze stupefacenti, ho ritenuto opportuno rivolgermi direttamente alle cooperative». Il sindaco di Gallarate Andrea Cassani richiama alla resaponsabilità i gestori dei richiedenti asilo a Gallarate (che non sono tutti cooperative): un intervento che puntualizza anche come si è mosso nei giorni scorsi.

Cassani dice che si è mosso con prudenza nel segnalare i problemi alle realtà di gestione, con una lettera riservata. E cita direttamente la fonte delle segnalazioni: «La polizia mi ha infatti relazionato su una serie di controlli eseguiti nel parco di viale Milano, nel corso dei quali una ventina di persone (gran parte delle quali sono richiedenti asilo affidati alle cooperative) sono state trovate in possesso di sostanze stupefacent

Cassani dice che la lettera «era riservata» e che invece «è stata divulgata, non certo da me».
«Ho scritto alle cooperative in questione –  spiega il sindaco – mi ritrovo che sono le stesse cooperative a far polemica sui giornali, divulgando la lettera che ho loro spedito confidenzialmente. Non sono perciò io a “politicizzare” la questione, cosa che avrei potuto fare. Il mio intento non era e non è strumentalizzare, ma cercare una soluzione a quello che è un problema reale».

I richiedenti asilo, a Gallarate, sono gestiti in parte dalla cooperativa 4Exodus, in parte dalla KB srl, società che fa capo ai coniugi Katiuscia Balansino e Roberto Garavello (che gestiscono una decina di centri con centinaia di persone: sono la società che ha in carico più richiedenti asilo).

Dopo che la lettera è stata resa nota nei giorni scorsi dal quotidiano La Prealpina, il tema è diventato anche oggetto di dibattito politico. Dalle file del Pd Margherita Silvestrini – ex assessore ai servizi sociali con l’amministrazione Guenzani – ha chiesto più chiarezza sulla denuncia: «Ci saranno i nomi e cognomi di chi ha compiuto questi atti. Ecco, deve indicarli ai gestori degli aslianti e non generalizzare». Anche perché, per quanto si parli di diversi casi, si tratta comunque di responsabilità individuali, rispetto ad una presenza di richiedenti asilo che si assesta intorno alle 100 presenze (ospitati in vari nuclei tra Cedrate, Caiello, zona stazione, Madonna in Campagna zona Mornera).

Stando alla dichiarazione di oggi del sindaco Cassani, i nomi sarebbero nelle mani del Commissariato di Pubblica Sicurezza e quindi anche della Questura e del Prefetto.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2017
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