Rimane sola nel vagone, aggredita sul regionale per Varese

L'episodio, reso noto questa sera dalla Questura di Varese, è avvenuto ieri alle 20.45 sul treno regionale in arrivo alla stazione dello Stato di Varese

Foto generiche violenza sulle donne

Bruttissima esperienza per una donna vicentina aggredita sul treno regionale in arrivo alla stazione di Varese.

L’episodio, reso noto questa sera dalla Questura di Varese, è avvenuto ieri alle 20.45 sul treno regionale in arrivo alla stazione dello Stato di Varese.

La donna, una 44enne di Vicenza, rimasta sola in una carrozza del convoglio ferroviario diretto a Varese, dopo la fermata di Gazzada Schianno, è stata avvicinata da un tunisino che dapprima le ha fatto pesanti apprezzamenti per poi passare ad una vera e propria aggressione a sfondo sessuale.

Approfittando di un attimo di esitazione e disagio della donna lo straniero l’ha abbracciata, impedendole di allontanarsi dal posto,  palpeggiandole le parti intime e baciandola sulla bocca. La donna, terrorizzata, lo ha spinto ma il giovane tunisino non ha desistito dal suo atteggiamento e, anzi, si è inginocchiato davanti a lei continuando a baciarla.

Dopo alcuni minuti di terrore, la donna è riuscita a divincolarsi e a raggiungere una carrozza dove vi erano ancora dei viaggiatori. In quel luogo sicuro, ha chiamato il fidanzato che la stava aspettando fuori dalla stazione di Varese che, a sua volta, ha avvisato la centrale operativa della Questura.

Immediatamente gli equipaggi delle Volanti sono stati dirottati allo scalo ferroviario dove nel frattempo era già arrivato il treno regionale in questione.  I poliziotti hanno subito preso contatti con la vittima e, mentre una pattuglia è rimasta sul posto per rassicurare la donna, le altre, grazie alla descrizione del tunisino da lei fornita ed all’indicazione della via di fuga, lo hanno rintracciato in brevissimo tempo nei pressi dell’Ospedale “F. Del Ponte”.

La donna ha riconosciuto il magrebino come il suo aggressore che, pertanto, è stato tratto in arresto per il reato di violenza sessuale e condotto presso il carcere di via Felicita Morandi su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Non c’è niente da fare….più ci si sposta in giù nel mondo e più la donna nella società viene considerata solo come un oggetto sessuale.
    Sembra di tornare indietro millenni. Un retaggio che pensavo appartenesse ad una realtà ormai estinta ma che vedo tornare periodicamente in episodi del genere.
    Del resto il problema di questi iper-eccitati e deviati a piede libero esiste.
    O si mette una guardia privata su ogni treno (cosa promessa da Maroni ma mai mantenuta) oppure c’è da incominciare a rafforzare maggiormente gli organi di polizia per vigilare meglio il territorio.
    Del resto tempo fa, parlando proprio sul treno con un poliziotto della Polfer, ho potuto verificare come questi agenti siano ridotti all’osso costretti letteralmente a dividersi in due per andare a coprire turni si differenti linee e tratte.
    Fatto sta che se il numero di agenti è esiguo (credo 12) alcuni presidi rimangono scoperti, come in Bovisa o come in Cadorna.
    Che dire….in Italia si risparmia su tutto, si spreca nel pubblico, i dipendenti pubblici fanno passare il badge di 52 persone come a Napoli per poi andare a giocare a tennis o fare compere. Nel frattempo la sicurezza è garantita solo dalla buona volontà di alcuni agenti che stimo fino in fondo. E questa nostra tendenza a massacrarci non è una cosa di destra o sinistra….storicamente ogni governo ha fatto chi più chi meno le sue porcate.

  2. Scritto da giorgio_martiniossola

    io non riesco a capacitarmi del motivo per cui abbiamo l’obbligo di tenerci dentro i confini nazionali tutta questa feccia….cosè solidarietà?buonismo?debolezza?anarchia?fratellanza? vigliaccheria? ognuno di noi ha il dovere di aiutare il prossimo,ma permettere a chi non lo merita e non vuole il nostro aiuto di fare ciò che gli pare è stupidità,le persone perbene hanno il diritto di essere difese e messe in stato di sicurezza da chi è preposto a farlo,questo non è uno stato…in italia lo stato non esiste più.

    1. Scritto da Felice

      cerco di risponderle: menefreghismo ed opportunismo che provocano un senso civico ridotto a zero. Quello appena fuori l’uscio di casa non ci compete, tantomeno la sicurezza di perfetti sconosciuti.