“Siamo più famosi di Canova, almeno su YouTube”

La band milanese ha esordito con l'album "Avete ragione tutti", dando il via ad un tour che andrà avanti fino al prossimo autunno. L'intervista a Matteo Mobrici

Tempo libero generica

Hanno colto lo spirito pop di questi tempi, lasciando il piglio sognante alle canzoni scanzonate degli anni ’90, quelle alla Luna Pop, tanto per interderci, per sostituirlo con una buona dose di realismo. Lo si capisce subito, giusto il tempo di ascoltare “Vita Sociale”, che i Canova non hanno voglia di raccontarla a nessuno, tanto meno a loro stessi.

Non è un caso che il loro album si intitoli “Avete ragione tutti”, come a fare il ritratto di un’epoca in cui tutti danno consigli ma nessuno sa esattamente dove andare. Fatto sta che, quasi nemmeno il tempo di accorgersene, questi quattro ragazzi di Milano hanno riempito il loro calendario di date in giro per l’Italia. «Finiamo questo tour inverno-primavera, ripartiamo per l’estate e poi ripartiamo ancora», spiega Matteo Mobrici, cantante della band. E intanto chi si è accorto di loro arriva ai concerti con le canzoni imparate memoria, facili da far entrare nelle orecchie, libertine e sincere.

Da dove siete saltati fuori? Chi siete? Cosa facevate prima?
«Suoniamo insieme da quattro anni, di cui almeno tre sono stati di rodaggio, tantissimi concerti senza essere nessuno, cantando pezzi sconosciuti anche davanti a cinque persone. Questo ci è servito molto, ci ha unito e aiutato a trovare la nostra strada. Il disco è uscito nel momento in cui abbiamo capito che avevamo trovato “la nostra quadra” e in cinque mesi siamo stati catapultati ovunque»

Come vi spiegate tutto questo? Ve lo aspettavate?
«No, non ce l’aspettavamo. Basta dirti che abbiamo registrato il disco in sei giorni, abbiamo fatto quello che facevamo in sala prove, il resto è venuto tutto naturale. È una cosa bella che viviamo con stupore, siamo contenti e speriamo che vada meglio, anche perché peggio di due anni fa non si potrebbe fare (ride ndr). Abbiamo prodotto il disco da indipendenti e solo dopo abbiamo contattato la Maciste Dischi (registrato a Milano da Giacomo Jack Garufi, mixato da Matteo Cantaluppi) con cui stiamo condividendo questo percorso. Abbiamo aspettato il momento giusto per far uscire il disco, credo che se fosse uscito tre anni fa non avrebbe avuto tutto questo riscontro. Penso che artisti come Brunori Sas, Calcutta, per citarne alcuni, ci abbiano in qualche modo aperto la strada»

I testi sono la fotografia dei trentenni di oggi, come nascono?
«Nelle canzoni ci sono le cose che viviamo ed è normale che ci siano anche tutte le varie depressioni della nostra età, la crisi sentimentale e professionale. Puntiamo a scrivere canzoni “come si parla” ed è normale che dentro ci sia la vita di tutti i giorni»

Sono autobiografiche?
«Sì, lo sono. Penso a Maradona, l’ho scritta dove aver visto un documentario su di lui. Quello che cantiamo è la nostra vita anche se ora è cambiata e siamo in giro cinque giorni su sette, spostati da una parte all’altra. Ora c’è più che altro molta confusione»

Perché il nome Canova? Siete amanti dell’arte?
«È stato un caso, cercavamo un nome per la band e passeggiando per Milano abbiamo visto la pubblicità della mostra di Canova. Abbiamo pensato che sarebbe stato bello vedere quel nome sulla locandina di una band e ci piaceva la fonetica, insomma gliel’abbiamo fregato. Bisogna dire però, che su Google è più forte lui, per ora l’abbiamo battuto solo su YouTube. E poi noi abbiamo la pagina fan su Facebook e lui no (ride ndr)»

Vi piace questa vita furgone, concerto, hotel, sveglia, furgone, concerto, hotel, sveglia, furgone?
«La stiamo conoscendo ora, in questo momento. Un anno fa io scrivevo le canzoni, gli altri facevano lavoretti qua e là ma stavamo aspettando la molla giusta per “svegliarci” e ora ci siamo. Ti posso dire che la stiamo vivendo tranquillamente però»

E nel frattempo, state già pensando al futuro?
«Siamo a metà tour invernale. Apriamo poi il tour estivo con la data al Miami Festival (27 maggio) e per l’autunno sono già previste altre date. Al momento cerchiamo di essere ovunque, senza morire».

Le date del tour dei Canova

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2017
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