Tra selfie e Lingotto, le nuove correnti del Pd varesino

La mozione Emiliano praticamente non esiste, Marantelli aggrega gli orlandiani, ma tra i renziani c'è affollamento

I selfie del Pd al Lingotto

Il punto, ora, è trovare qualcuno che sostenga la mozione di Michele Emiliano al congresso del Pd. Il 30 aprile, alle primarie, il politico pugliese avrà come referente principale in Lombardia Filippo Penati, al rientro in politica dopo la tempesta giudiziaria. Ma dietro c’è il vuoto. A Varese, finora, è giunto come referente del politico pugliese un iscritto di Castellanza, Doriano Marangon, ma nessuna tra le persone più in vista del partito si è schierato con quella mozione.

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(foto sopra, selfie renziano: l’onorevole Senaldi, il sindaco di Besnate Corbo e assessori)

La prima uscita della Mozione Andrea Orlando, invece, è stata venerdì scorso, quando con una conferenza stampa in via Monterosa hanno presnetato lo schieramento congressuale, a Varese, l’onorevole Daniele Marantelli, la senatrice Erica D’Adda, l’onorevole Paolo Rossi, la consigliera comunale di Varese Luisa Oprandi, Giovanni Macchi del gruppo Area Dem (gli ex civatiani) e Giacomino Caielli segretario del circolo di Varano Borghi. Orlando domenica era presente a una conferenza a Roma, insieme a un altro suo sostenitore di peso, il governatore laziale Luca Zingaretti, al teatro Eliseo di Roma. Marantelli è legato a Orlando da molto tempo: è il tesoriere del gruppo alla camera e Orlando era anche venuto a sostenerlo durante le primarie cittadine di Varese, perse dallo storico onorevole varesino. Erica D’Adda è stata in Sinistra Dem, corrente legata ai bersaniani, ma non ha seguito gli altri nella scissione seppure sia fortemente critica nei confronti della maggioranza renziana. Luisa Oprandi sarebbe renziana, ma la sua è una posizione differenziata: sul nazionale sostiene la mozione Orlando, anche se fa parte del gruppo renziano di Astuti e Alfieri. Tuttavia in consiglio comunale a Varese è da tempo in sintonia con il consigliere Fabrizio Mirabelli, a sua volta orlandiano di ferro e braccio destro di Marantelli (su alcuni temi votano autonomamente rispetto alle indicazioni del sindaco e del partito cittadino).

I selfie del Pd al Lingotto

(Selfie neo renziano: l’onorevole Gadda, il sindaco di Varese Galimberti, il consigliere di Varese Pepe e il capogruppo alla camera Ermini)

Il campo renziano è composito e si distingue in due tronconi non propriamente in ottimi rapporti tra loro. Vanno di moda i selfie e l’autopromozione su facebook.

Occhio ai neorenziani, una nuova categoria in ascesa. La novità è la posizione del sindaco di Varese Davide Galimberti, reduce dalla storica vittoria nel comune capoluogo. Fino a qualche mese fa il primo cittadino era dato come seguace di Maurizio Martina, il ministro dell’agricoltura ed ex segretario della Lombardia, che ha dato vita a una sua componente di sinistra, nel 2015, “Sinistra è cambiamento”. Martina ora è il vice di Renzi tuttavia Davide Galimberti di recente si è nuovamente smarcato e, in tandem  con l’onorevole Maria Chiara Gadda di Fagnano Olona, si è sostanzialmente riposizionato come renziano doc dentro il partito presenziando al Lingotto domenica mattina. Allo stesso modo i suoi più stretti collaboratori sono passati in quel campo: l’assessore Roberto Molinari (che però non c’era al Lingotto), e i sindaci a lui più vicini, il sindaco di Lozza Giuseppe Licata e il sindaco di Comerio Silvio Aimetti.

I renziani storici sono invece guidati dal segretario regionale Alessandro  Alfieri e dal sindaco di Malnate e segretario provinciale Samuele Astuti: i due dirigenti che seguono “Matteo da Firenze” fin da quando erano sostanzialmente il primo gruppetto di apostoli della nuova corrente.  I renziani apostolari, diciamo così, sono una squadra molto coesa sul territorio, fatta da sindaci e amministratori con molti legami.  Al Lingotto erano schierati in forze e pochissimi sono stati i contatti con il gruppo “neocatecumenale” di Davide Galimberti. Qualche nome: il capogruppo in Provincia Paolo Bertocchi, il deputato di Gallarate Angelo Senaldi, l’assessore a Varese Andrea Civati, il sindaco di Besnate Giovanni Corbo, il sindaco di Germignaga Marco Fazio, il presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio Valerio Mariani e il consigliere di Busto Massimo Brugnone, il responsabile organizzativo Luca Radice, il segretario e consigliere comunale di Cassano Magnago Tommaso Police, l’ex vicesindaco di Ispra Martina Cao, il consigliere di Vedano Olona Roberto Adamoli, il consigliere di Varese Giacomo Fisco, il presidente del consiglio comunale di Malnate Enrico Torchia. E i giovani: il segretario provinciale Gd Matteo Capriolo di Varese e la presidente dell’assemblea dei giovani Noemi Cauzzo di Cocquio Trevisago. 

Ps. E gli scissionisti? Per ora l’unico è Luca Rasetti, ex vicesindaco di Malnate. D’Alema e Bersani non hanno fatto proseliti nel Varesotto.

 

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2017
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