Transparency International parte civile al processo all’ex-presidente di Ferrovie Nord

Per la prima volta in Italia l'associazione è stata accolta come parte civile in un procedimento penale. Virginio Carnevali: "La nostra presenza in Tribunale non vuole semplicemente simboleggiare il danno inferto alla comunità"

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Durante l’udienza che si è tenuta presso il Tribunale di Milano martedì 28 marzo, la richiesta di Transparency International Italia (TI-It) di partecipare come Parte Civile al processo per peculato e truffa contro l’ex Presidente di Ferrovie Nord Milano, è stata accolta dal GUP di Milano.

“È un momento importante non solo per la nostra associazione, che da oltre vent’anni si batte contro la corruzione, ma per la collettività che, attraverso la nostra presenza in aula, potrà partecipare a un processo il cui l’imputato è ritenuto colpevole di aver sperperato i soldi dei cittadini lombardi per fini personali o di famiglia.” Afferma il Presidente di TI-It Virginio Carnevali, che aggiunge: “La nostra presenza in Tribunale non vuole semplicemente simboleggiare il danno inferto alla comunità, ma fa in modo che da oggi per la corruzione e per gli altri comportamenti ad essa assimilabili non si possa più parlare di “reato senza vittime”. Le vittime infatti ci sono eccome e sono tutti i cittadini onesti che pagano le tasse e che utilizzano servizi pubblici scadenti”.

Per l’avvocato Fabrizio Sardella, che ha patrocinato TI-It “La decisione non era affatto scontata. La costituzione di parte civile rafforza l’associazione nel perseguire i propri fini di legalità e trasparenza e rappresenta un passo in avanti concreto verso la tutela della società e del patrimonio pubblico”.

Il processo contro l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano, nonostante possa apparire come un fatto “locale” e di scarsa rilevanza nazionale, assume invece un’importanza notevole: prima di tutto è venuto alla luce grazie alla denuncia di un whistleblower, Andrea Franzoso, che all’epoca lavorava nell’ufficio Internal Audit dell’azienda; in secondo luogo è uno di quei casi in cui oltre al danno economico diretto non si può non pensare al danno indiretto, probabilmente assai maggiore, che hanno dovuto subire quotidianamente migliaia di pendolari.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2017
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