Un anno di studio all’estero, per essere cittadini del mondo

È in forte crescita il numero di ragazzi delle superiori che studiano in una scuola straniera per un anno o sei mesi. Grande scelta nelle mete: dall'Europa all'America, all'Africa e all'Oceania

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Oltre 70 studenti varesini delle scuole superiori stanno trascorrendo l’anno scolastico all’estero. Le mete sono le più disparate: gettonatissimi gli Stati Uniti ma non mancano mete meno battute come Honduras, Panama, Cile, Costarica, Lettonia, Sudafrica, Taiwan.

Da quando, nel 2013, il Ministero ha riconosciuto la validità dello studio in un’altra nazione ( da integrare con l’esame finale della propria scuola) il fenomeno dell’emigrazione scolastica è in vistosa crescita.

La scuola più attiva è sicuramente il Liceo Curie di Tradate con i suoi 19 studenti attualmente impegnati in scuole straniere. Undici staranno via l’intero anno scolastico conquistandosi un bagaglio di conoscenze importante targato Usa, piuttosto che Canada, Irlanda, Tailandia, Panama, Inghilterra e Olanda. Altri 5 sono via per il semestre (Canada, Germania Brasile, Tailandia e Usa) e una studentessa rimarrà negli States per tre mesi.
A invogliare molti giovani a partire anche la formula di alternanza scuola lavoro ideata dal liceo che cerca occasioni nelle scuole straniere per costruire percorsi professionalizzanti: così una studentessa ha voluto vivere la sua esperienza in una zona abbastanza remota della Cina dove sta conducendo una ricerca sulla popolazione, il folklore e le tradizioni dell’etnia.

Attivo sul fronte dell’internazionalizzazione anche il liceo Sereni di Luino: quest’anno sono 6 gli studenti impegnati tra Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna, un piccolo drappello che si mantiene costante negli anni, tra 5 e 7 ragazzi dal 2013.

Sei studenti all’estero registra anche lo scientifico Ferraris di Varese. I ragazzi hanno scelto in prevalenza gli Stati Uniti, con due casi in Australia.

Il linguistico Manzoni di Varese ha registrato, per l’anno in corso, 4 partenze. Una media abbastanza tradizionale per il liceo che mira a favorire la mobilità studentesca: « Per i giovani vivere un anno all’estero non è una fuga dai compiti quotidiani – commenta il dirigente Giovanni Ballarini – ma la scelta di un percorso non facile: devono affronta problemi logistici nuovi e imprevisti, comunicare in una lingue straniera per tutto il giorno e in ogni situazione, programmi e metodi scolastici diversi. Complici i mezzi di trasporto e la rivoluzione digitale, oggi il mondo è più vicino, più unito e lo è ancora di più se si condividono anche i banchi di scuola che interpreta appieno il suo ruolo educativo quando è capace di generare incontri tra persone, tra culture, tra stili di vita».

Di certo una vita completamente diversa l’ha incontrata la ragazza del Gadda Rosselli di Gallarate che sta svolgendo l’esperienza in Honduras. Dal liceo ogni anno parte almeno uno studente con mete che variano tra la tradizione e la novità:  Taiwan, Tailandia, USA, Inghilterra, Canada e Irlanda.

Un’esperienza all’estero più o meno lunga viene assicurata a circa un terzo degli alunni del liceo Crespi di Busto: « Di solito si predilige la formula breve, come tre mesi o sei, raramente un anno intero – spiega la preside Cristina Boracchi  I periodi sono settembre/gennaio o maggio/ ottobre scelta di solito da chi va in australia. Molto gettonate le esperienze estive in Europa: Gran Bretagna, Francia, Olanda e Germania»

Un programma intenso di internazionalizzazione viene proposto da anni anche all’Ite Tosi di Busto Arsizio ( chiamato appunto istituto tecnico economico internazionale). Oltre alle  esperienze curricolari, alcuni giovani decidono di trascorrere periodi, di solito brevi, all’estero, soprattutto in Spagna. C’è anche chi vive l’anno intero: quest’anno sono due gli studenti impegnati negli USA e in Olanda mentre lo scorso anno avevano scelto Stati Uniti e la Cina.

Una lunga collaborazione, infine, è quella che si è instaurata tra l’istituto tecnico Montale di Tradate con le associazioni che si occupano di mobilità studentesca: « Collaboriamo da almeno quindici anni con l ‘ Associazione Intercultura e da alcuni anni con l’Associazione Wep – spiega il dirigente Calogero Montagno – Ogni anno tre/ quattro allievi delle classi quarte dell’ Istituto aderiscono ai programmi di studio all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in Germania, Australia, Messico, Brasile, Argentina e Sud Africa. Nella scuola sono stati accolti anche alcuni studenti stranieri partecipanti a programmi di scambio della durata di tre o sei mesi provenienti da Australia e dal Sud America. Tali allievi sono stati inseriti nelle classi con un piano di studi personalizzato e hanno partecipato a tutte le attività deliberate dal Consiglio di classe».

E se sono tanti gli studenti varesini che partono, cresce anche il numero di ragazzi stranieri che trascorre un periodo di studio in Italia: Intercultura ( che dal 2000 ad oggi ha inviato oltre 150 studenti all’estero) ne ha accolti 9 ( in 17 anni ne sono arrivati 108) provenienti da tutto il mondo ( in gran parte dagli USA, ma anche dall’Australia, dalla Malesia, Tailandia, ma anche Costa Rica, Giamaica, Giappone, Tailandia e Sudafrica).

Grande attività registra anche l’associazione WEP che nel 2016/2017 ha coinvolto in esperienze di studio all’estero 1.451 studenti  di cui 53 dalla provincia di Varese: 29 via per l’intero anno scolastico e 18 per un semestre. La meta più gettonata si confermano gli Stati Uniti (27) seguiti da Australia (8), Canada ( 7) e Germania (3).

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2017
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