“Una laurea in tasca e si aprono mille strade nel mondo”

Un giovane vedanese scrive al professore dell'Università dell'Insubria raccontando la sua avventura lavorativa, una scelta che lo ha portato nell'isola di Giava

lavoro in Indonesia

Alessandro Calzavara, 27 anni, è un giovane laureato del corso di ingegneria dell’Università dell’Insubria. Ha lasciato Vedano Olona per iniziare la sua vita lavorativa nell’isola di Giava. Qui racconta i suoi successi, le speranze e i consigli a chi si sta impegnando sui libri per trovare la propria strada

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Caro Professore, come promesso le scrivo questa mail per esporle la mia avventura di vita/lavorativa post universitaria.

Il tutto per me iniziò intorno al dicembre 2015 (sei mesi dopo essermi laureato), quando mi venne confermata la possibilità di un possibile sviluppo lavorativo in Indonesia, nello specifico sull’isola di Java.

Prima però di poter affrontare un’esperienza lavorativa in questo paese, avrei, come prima cosa, dovuto imparare in maniera più che sufficiente la lingua Indonesiana; per questo motivo i miei primi mesi di permanenza sono stati esclusivamente rivolti allo studio ed all’apprendimento del “Bahasa”.

Una volta mossi i primi passi e balbettate le prime frasi, sono stato inserito direttamente in azienda, entrando a far parte dello staff della “P.t. Legenda Bintang Bola” di Surakarta. L’azienda si occupa della produzione e della vendita di pavimentazioni ed arredamento in legno; il mio compito attuale è quello di consulente e sviluppatore del Marketing aziendale.

Ormai è passato già un anno da quando ho messo il primo piede in questo paese e vorrei esprimere alcune riflessioni che potrebbero essere utili per i miei futuri colleghi:

– In questa mia breve esperienza ho avuto la fortuna di poter conoscere e capire subito che tipo di opportunità vengono concesse ai giovani neolaureati che hanno la voglia e l’ambizione di mettersi alla prova nel mondo del lavoro, e devo dire che se dovessi elencarle tutte non ne saprei determinare la fine. Le vie che si possono percorrere sono davvero infinte, e i mercati nei quali mettersi in gioco sono vastissimi.

– un altro fattore importante, fondamentale nel mio caso, è il fatto che in Indonesia si aprono le porte a giovani laureati pronti a portare forza lavoro ed integrare cultura lavorativa all’interno del Paese. Per quanto mi riguarda ho ottenuto fin da subito un visto lavorativo di 12 Mesi, con possibilità di rinnovo pressoché infinita (non è facile ottenere permessi di 12 mesi in questo momento). Questa concessione è stata giustifica dal possesso del diploma di Laurea ed alla mia giovane età;

il mio attuale impiego non segue esattamente il percorso effettuato durante i miei studi, purtroppo qui la “sicurezza sul lavoro” non prevede regole ferme e rigide come quelle conosciute in Italia, ma penso che nei prossimi anni anche questo paese si adeguerà agli standard mondiali. Mi occupo più che altro di Marketing e vendite sul mercato Europeo con ambizione di sviluppare altri mercati come il Medio Oriente e quello Americano, ma mi piacerebbe in un futuro non troppo lontano essere di aiuto per lo sviluppo di nuove tecniche: logistiche (intervenire con studi per migliorare il sistema produttivo aziendale), qualitative (ricerca di nuove strategie di costruzione ed assemblaggio dei materiali), riguardanti la salvaguardia dell’ambiente (ottimizzazione dell’utilizzo dei materiali ed applicazione di tecniche di finitura che rispettino l’ambiente) e la salute dei lavoratori (ancora pressoché precaria).

Credo, oltre alle possibilità che ognuno di noi possa trovare intorno a sé, poche o tante che siano, rimane di fondamentale importanza la motivazione e l’ambizione personale. Anche da queste parti del mondo sopravvive e fa carriera chi è disposto a fare dei sacrifici, mettendosi in gioco al 100% ed occasionalmente rinunciando a tante comodità alle quali, chi più o chi meno, si è stati abituati ad avere durante la nostra crescita.

Nel mio caso la lontananza da casa, dalla famiglia, dagli amici, e da tutto quello che son sempre stato abituato ad avere vicino prima della scelta che ho effettuato, è un peso non indifferente da portare avanti e superare, ma con forza di volontà e con un grande aiuto della fidanzata, che ha deciso di seguirmi in questa esperienza, nonché di Papà, che collabora con me in azienda, fortunatamente questo fardello si alleggerisce con il passare del tempo.

Per non dilungarmi molto consiglio a tutti i miei futuri colleghi di rimboccarsi le maniche e non fermarsi alle prime difficoltà o delusioni lavorative, ampliate i vostri orizzonti se le opportunità non le trovate vicino a voi, il mondo è grande ed è pieno di esperienze che vi aiuteranno a crescere e formarvi. Credete in quello che fate e date il massimo per sfruttare l’opportunità che avete di poter ricevere una preparazione universitaria, la quale vi darà la possibilità di ricevere una impostazione mentale fondamentale per il vostro futuro.

In conclusione, vorrei ringraziare:

– Professor Fabio Conti e l’Università degli Studi dell’Insubria, per avermi contattato e dato la possibilità di portare alla luce la mia esperienza e condividerla con i miei ex e futuri colleghi;

– Pt. Legenda Bintang Bola, nella figura del mio titolare Tung Sen Won e di mio padre Edoardo, per aver creduto in me fin dall’inizio, e per avermi concesso questa possibilità;

– La mia fidanzata Milly, per aver scelto di continuare a sostenermi tutti i giorni anche essendo lontani da casa, supportandomi e stimolandomi a fare sempre il meglio per il nostro futuro insieme;

– La mia Famiglia, per avermi dato la possibilità, nel mio percorso di crescita, di ricevere un’istruzione ed un’educazione ottimale, utile ad affrontare al meglio le opportunità che il futuro avrà ancora in servo per me.

Mi concedo un saluto particolare al mio Relatore di Tesi, prof. Paolo Severgnini, ed al mio fantastico correlatore Dott. Istvan Piffer, con il quale rimango costantemente in contatto nonostante la mia esperienza universitaria sia finita.

Un caro saluto, ed un “imbocca al lupo” a tutti.

Alessandro Calzavara

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2017
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