Una serata di beneficenza in favore de Il Nodo

Sabato 25 marzo allo "Spazio 6" il Rotaract propone una cena improntata alla filosofia vegan. I proventi saranno destinati a finanziare attività di sostegno per alcuni orfanotrofi in Cambogia

il nodo associazione di volontariato pro cambogia

«Il nodo per noi significa incontro tra Occidente e Oriente» spiega Luciana Damiani Canneta, presidente e anima della onlus Il Nodo“.

Sabato 25 marzo, “Il Nodo, progetti di vita” è a Varese, allo “Spazio 6“, via San Francesco d’Assisi 6, con una cena Rotaract improntata alla filosofia vegan. Lo chef Mauricio Marazzato terrà un cookingshow che animerà la serata il cui ricavato sarà devoluto interamente alla onlus.

Un’occasione interessante per tutti i varesini non solo di condividere a tavola del buon cibo ma di conoscere da vicino una filosofia di vita legata ad una cultura millenaria che nella seconda metà del ‘900 il regime sanguinario dei khmer rossi tentò di cancellare. Ma a questo terribile genocidio (un quarto degli abitanti), lo spopolamento di intere città, l’annullamento di qualsiasi legame e sentimento umano imposto da Pol Pot, la Cambogia è sopravvissuta, con tutta la ricchezza della sua tradizione.

Tra i sopravvissuti Bovannrith Tho Nguon, attivo nell’associazione fondata nel 2008 grazie ad una catena di solidarietà tra amici e parenti. Nato nel 1962 a Phnom Penh, riesce a fuggire miracolosamente da uno dei campi di prigionia khmer e arriva accompagnato da una suora italiana nel 1980 nel nostro Paese.

Una storia tristemente attuale, simile a quella di molti uomini e donne che fuggono dalle guerre da ogni angolo del pianeta e sbarcano qui. Tho è fortunato: viene accolto a Pisa, nella casa di una dottoressa. In Toscana si laurea in Medicina e si specializza in Microbiologia e Virologia e oggi  lavora e vive con la sua bella famiglia a Biella. Una storia a lieto fine la sua.

Anche l’associazione il Nodo nasce dalla solidarietà nata all’interno di un gruppo di medici e crocerossine e da un viaggio in Cambogia.

L’incontro con le ragazze analfabete di un orfanatrofio fa scattare la scintilla e nasce un’attività di volontariato che in un paio d’anni diventa onlus. Oggi grazie a Luciana, alla sua famiglia e a tutti i soci del Nodo, oltre duemila bambini e giovani bevono acqua pulita, vanno a scuola e imparano un lavoro. L’  aiuto dell’associazione arriva direttamente agli orfanatrofi di Kompong Thom e Kompong Speu con tutto il necessario per aiutare ragazzi e ragazze a formarsi un’identità positiva e garantirsi un futuro nel mondo del lavoro una volta usciti dalla struttura. Ma i progetti sono tanti, dal sostegno a distanza, assistenza sanitaria, tutela dei piccoli in carcere con le mamme, fino agli 800 filtri per l’acqua potabile forniti alle famiglie rurali in questo Paese che ha il tasso più alto di mortalità infantile dovuto al consumo di acqua.

Hanno inoltre fondato una scuola di design sociale, dove i ragazzi più disagiati delle periferie imparano a lavorare l’argento: nella Bottega trovano un lavoro, una casa e una protezione dalle difficili situazioni familiari.

La cena è prevista per le 20.30 e ha un costo di 20 euro a persona, che sarà devoluto alla onlus. Per prenotare: racvegan@gmail.com

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Pubblicato il 24 marzo 2017
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