Water Safety Plan, la zona di Legnano prima in Italia a sperimentarlo

Grazie alla tecnologia sarà possibile tenere sotto controllo moltissimi parametri della rete idrica in tempo reale attraverso i palmari. Legnano, Cerro Maggiore e San Giorgio su Legnano faranno da apripista

acqua pubblica rubinetto

Parte il primo Water Safety Plan italiano, progetto pilota di Gruppo CAP in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità. Più controlli, più prelievi, più parametri. Mappatura dei rischi e tecnologie innovative per garantire sicurezza e trasparenza dell’acqua del rubinetto.

L’acqua del rubinetto diventa 2.0, parte oggi infatti dall’area metropolitana di Milano il primo Water Safety Plan italiano, innovazione che presto si estenderà a tutto il paese e che renderà il liquido che sgorga dagli acquedotti ancora più controllato e sicuro. Sfida epocale quella lanciata da Gruppo CAP, gestore del Servizio Idrico della Città metropolitana di Milano, che punta a trasformare la filiera dell’acqua potabile in un settore high tech, in cui un sofisticato disegno statistico prevede i possibili rischi, mentre sonde e analizzatori controllano in tempo reale i parametri di potabilità. Dati sempre disponibili sulle consolle e sui palmari degli operatori e anche su una app a disposizione di tutti i cittadini.

Il progetto è stato presentato questa mattina a Legnano, zona individuata come area pilota, alla presenza della sen. Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha invitato a Palazzo Madama i sindaci dei tre comuni coinvolti, insieme a vertici del Gruppo Cap, a presentare il progetto come esempio di “buona pratica” da esportare in tutt’Italia.

«Abbiamo un sogno – racconta Alessandro Russo presidente di Gruppo CAP che pochi giorni fa è stata insignita del premio Top Utility come migliore azienda di servizi pubblici in Italia – quello di non comparire più tra i primi tre posti della classifica dei Paesi che consumano più acqua in bottiglia. Oggi siamo al terzo posto dopo Messico e Thailandia. Segno che i cittadini non si fidano ancora abbastanza dell’acqua del rubinetto. E per farlo diventare realtà abbiamo scelto di fare una vera e propria rivoluzione dell’acqua potabile facendola entrare da subito nel futuro: un avanzato sistema di controlli che unisce tecnologie, analisi predittive e grandi competenze scientifiche come quelle dell’Istituto Superiore di Sanità, una vera e propria eccellenza del nostro Paese. In questo anno di lavoro insieme abbiamo posto le basi di un progetto che può diventare modello per l’intera filiera idropotabile italiana. Un bel risultato che testimonia come due soggetti interamente pubblici possono essere all’avanguardia in Italia e in Europa».

Un risultato condiviso dagli amministratori locali rappresentati alla conferenza stampa dai sindaci Alberto Centinaio (Legnano), Teresina Rossetti (Cerro Maggiore) e dall’assessore all’Ambiente Linda Morelli di San Giorgio su Legnano.

«Come Istituto Superiore di Sanità, insieme al Ministero della Salute, crediamo molto in questo strumento che può consentire di prevenire molte emergenze – commenta Luca Lucentini, direttore del Reparto di Igiene delle Acque Interne dell’Istituto Superiore di Sanità -. Quella di Gruppo CAP è una realtà eccellente, che ha lavorato in progressione da anni, e che oggi con il Water Safety Plan garantisce ai cittadini una reale fiducia nella qualità dell’acqua».

Ma cos’è il Water Safety Plan che parte oggi nel Legnanese?

Introdotto dalla normativa europea, e presto obbligatorio nei singoli Stati, il WSP consente di decidere insieme alle autorità sanitarie e alle altre autorità competenti, sulla base di una concreta e puntuale valutazione dei rischi, quali parametri monitorare con più frequenza, o come estendere la lista di sostanze da tenere sotto controllo in caso di preoccupazioni per la salute pubblica. Il tutto anche grazie al coinvolgimento attivo dei Comuni e degli stakeholder.

In concreto si tratta di ripensare interamente la natura e le tecnologie utilizzate per i controlli, estendendoli nel numero e nella tipologia e includendo anche il punto finale di erogazione dell’acqua. In particolare, la scelta di Gruppo CAP e dei tre Comuni coinvolti è stata quella di partire dagli edifici scolastici: in tutto 24 punti di erogazione collocati nelle mense delle scuole di Legnano, Cerro Maggiore e San Giorgio su Legnano che già servono acqua di rete.

Gruppo CAP, primo in Italia ad adottare il WSP, ha ottenuto dall’Istituto Superiore di Sanità il via libera all’estensione su tutto il territorio del progetto pilota sperimentato sul sistema acquedottistico di Legnano, Cerro Maggiore e San Giorgio su Legnano. Da oggi, la sperimentazione diverrà un modello costante per garantire sempre più e sempre meglio la qualità di ciò che beviamo.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 02 marzo 2017
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