Wemen e Paolo Bonfanti per il fine settimana al Twiggy

Appuntamenti per sabato 18 e domenica 19 marzo al Twiggy Cafè di Via De Cristoforis

Tempo libero generica

Gli appuntamenti live del Twiggy Cafè di questa settimana, continuano anche nel fine settimana. Sabato 18 marzo è in programma la serata “Disorder#1 con Wemen (ITA, psych, pop) + RC Waves dj-set (indie)”.  Gli Wemen si formano a Milano nel 2010. Dopo due anni di prove, concerti, demo autoprodotti e remix fortunati come “Choose Your Fault” ad opera dei Casa del Mirto, nel 2012 pubblicano per l’etichetta fiorentina Black Candy Records uno split album con i fiorentini The Hacienda. E’ l’inizio di una collaborazione che li porta, a gennaio 2014, al primo vero disco: “Albanian Paisley Underground“ è il debutto su lunga distanza, definito dalla rivista Rumore “revisionismo di classe” e ora disponibile in free download sulla pagina Bandcamp della band. Intitolato parafrasando il contenuto di una recensione live, è una collezione di 10 canzoni che oscillano dal rock al post punk, dal reggae al britpop, nel segno di una contaminazione totale. Emergono schegge psichedeliche nevrotiche come “Tremerai Ancora”, assalti alla depressione capitalistica come “Young Ebenezer”, furie punk come “Coming Over Me2 storie di provincia meccanica in levare come “Jim & Jam” o la dolcissima ballata di chiusura “Will Be Fine”.

Domenica 19 marzo serata con Paolo Bonfanti (ore 21:30, ingresso libero) – in collaborazione
con Black & Blue – Voce e chitarra in compagnia di uno dei principali maestri della sei corde italiani. L’anno di nascita è il 1960, il luogo è quel porto mercantile ma soprattutto culturale che era ed è Genova. Da una famiglia che può vantare un violoncellista dell’Orchestra della Scala ed uno dei primi batteristi jazz italiani non ci si poteva aspettare altro che un musicista, ed infatti dopo studi di pianoforte e armonia imbraccia nel 1975 la chitarra. Si perfeziona poi con Armando Corsi e Beppe Gambetta, ma l’amore per il Blues è già fortissimo, e proprio alla musica del diavolo consacrerà la sua tesi di laurea al DAMS di Bologna, frequentando nel frattempo anche un corso al prestigioso Berklee College of Music di Boston. Per cinque anni, dal 1985 al 1990, è stato il frontman dei Big Fat Mama, uno dei più importanti gruppi della scena rock-blues italiana, con cui ha inciso tre album (tra cui un doppio live) e soprattutto ha suonato nei più importanti club della penisola e partecipato ai maggiori festival.

Con i Downtown, un supergruppo formato insieme con il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall) ), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown), vere e proprie leggende del blues inglese, ha invece avuto la possibilità di suonare in Italia e all’estero. Incrocia la strada con le figure più importanti della scena nazionale, tra le quali ricordiamo Fabio Treves e la sua band, Beppe Gambetta in una memorabile tourneè europea in compagnia di Gene Parsons dei Byrds ed i concittadini Red Wine, una delle realtà più importanti in Europa per quanto riguarda il bluegrass, negli album dei
quali è spesso ospite e con cui ha effettuato un tour americano nel 2002. La carriera solista inizia invece nel 1990 e fino ad oggi sono stati prodotti, a partire dall’iniziale “On My Backdoor Someday”, ben undici album, che hanno permesso a Paolo di partecipare nel 1994 -unico artista italiano al “South by Southwest” di Austin, in Texas e di accompagnare, a partire dal 2002, con la sua band il grande Roy Rogers -virtuoso della chitarra slide e produttore di John Lee Hooker durante i suoi tour italiani. Nel 2003 affianca a questa incessante attività anche gli Slow Feet, un vero e proprio supergruppo italiano che vanta al suo interno Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri della P.F.M., rispettivamente alla batteria ed alle chitarre ed il fotografo e bassista Reinhold Kohl. Con questa formazione oltre a suonare regolarmente in tutta Italia ha anche pubblicato, nel 2007, un disco intitolato “Elephant Memory” Il piacere delle collaborazioni artistiche è una parte fondamentale del percorso artistico di Paolo, che negli anni ha potuto lavorare con artisti quali l’americano Jono Manson, un incontro questo che ha portato nel 2003 all’album “Gamblers” e ad un tour a cui ha partecipato anche l’armonicista dei Blues Traveler John Popper, ed in seguito anche con David James, bassista e cantante dei Fish Heads & Rice con cui nel 2011 ha inciso “Purple House”, un album all’insegna del rhythm&blues e del soul. Ha suonato inoltre come ospite in brani di Yo Yo Mundi, Zibba, Cesare
Carugi e molti altri ed è stato produttore artistico de La Rosa Tatuata e Fabio Treves. A tutta questa musica suonata si è affiancata negli anni un’intensa attività didattica, che spazia da articoli e
trascrizioni per riviste specializzate alla pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta, del manuale con CD “Bottleneck
Guitar” e del metodo didattico con DVD “La Chitarra Elettrica Secondo Bonfanti”, usciti entrambi per i tipi di fingerpicking.net e distribuiti da Carisch. Per quanto riguarda la sua discografia recente segnaliamo “Canzoni di Schiena”, un album del 2009 cantato in italiano e genovese, ideale seguito dell’EP del 2004 “Io non Sono Io”.

Del 2011 è invece “Takin’ a Break”, un album che trasuda folk, blues e canzone d’autore e che è fortemente radicato nella tradizione musicale d’oltreoceano, tradizione a cui sono fortemente devoti anche i Black Crowes, con cui Paolo ha condiviso il palco proprio nell’estate di quell’anno. Il 2013 ha visto Paolo esibirsi in apertura al trio di Ian Hunter ma, soprattutto, ha visto la pubblicazione (ancora con Giorgio Ravera in cabina di regia) di “Exile On Backstreets”, un lavoro d’impatto che amalgama il soul con il rap, il rock con le canzoni di protesta e la poesia con la rabbia, quella rabbia sintetizzata da una copertina che ricorda il pugno chiuso guantato di nero di Tommie Smith alle Olimpiadi di Città del Messico. Nel febbraio del 2014 è stato pubblicato per l’etichetta Felmay il cd “Friend of a Friend”, con Martino Coppo, uno dei migliori mandolinisti bluegrass in Europa. Il nuovo cd “Back Home Alive”, registrato dal vivo al Teatro Municipale di Casale Monferrato il 28 febbraio 2015, è una sorta di retrospettiva “live” di alcuni vecchi brani in una veste quasi completamente rinnovata.Questo lavoro si avvale della produzione artistica di Steve Berlin (Blasters, Los Lobos), del missaggio di David Simon-Baker (Los Lobos) e del mastering di David Glasser (che ha curato le ultime raccolte “live” per il cinquantenario dei Grateful Dead). Paolo ha avuto l’onore di suonare a MonfortinJazz proprio a
fianco dei Los Lobos a luglio 2015. “Back Home Alive” è stato inserito tra i migliori 100 dischi italiani nel libro “Storie di rock italiano dal boom economico alla crisi finanziaria” di Daniele Biacchessi e grazie ad una campagna di crowdfunding tra i fans è diventato nel 2016 un doppio vinile con su cui campeggiano le foto di Guido Harari. Sempre nel 2016 esce per “fingerpicking.net” il nuovo manuale didattico: “La chitarra acustica secondo Bonfanti” a completamento della trilogia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2017
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